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Buongiorno

27.04.2018 - Buongiorno Irpinia

1995: quella volta che si arenò il progetto degli “Ospedali Riuniti” di Avellino e Solofra

Buongiorno, Irpinia.
È di qualche giorno fa la notizia del decreto di accorpamento dell’ospedale “Landolfi” di Solofra con l’Azienda ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino.

Ho già espresso al riguardo la mia motivata opinione decisamente positiva, senza mancare di sottolineare il merito di una operazione di ottima Sanità che va riconosciuto innanzitutto al Governatore De Luca. Ha accolto il progetto ideato dal direttore generale del “Moscati”, Angelo Percopo, e dal sindaco di Solofra, Michele Vignola, dandone attuazione nel giro di un mese: un esempio di sano decisionismo che non si può non apprezzare.

Mi sono anche permesso di ricordare che circa cinque anni fa, attraverso la mia rubrica “Il Venerdì” su Prima Tivvù, avevo lanciato e sostenuto la proposta dell’accorpamento, attirandomi le ire di non pochi solofrani e di parecchi medici e politici (ma sarebbe più corretto dire “medici politici”) avellinesi. Non ho mai dubitato della loro buona fede nell’interpretazione sbagliata di ciò che proponevo. Come dicono a Napoli, non mi ero spiegato bene io.

Tuttavia, mi è doveroso ricordare anche, in omaggio alla verità, che l’idea degli “ospedali riuniti” di Avellino e Solofra risale al 1995. A delinearla, nel corso di un convegno, fu il segretario provinciale della “Cimo” (Confederazione italiana medici ospedalieri) Onorio Nargi, che all’epoca dirigeva la Radiologia del “Landolfi”. Il suo ragionamento fu condiviso dall’allora consigliere regionale Donato Pennetta, il quale se ne fece interprete sul fronte politico-istituzionale in una delle ultime sedute consiliari del mandato. Non se ne fece niente. E non s’è mai capito se per mancanza di tempo in quella legislatura oppure per cause politiche esterne.

Resta il dubbio, al di là dell’impegno genuino e generoso di Pennetta, per una curiosa coincidenza. Proprio in quei giorni, sulle cantonate cittadine del capoluogo comparvero dei manifesti molto polemici firmati dall’Anao-Assomed, altro sindacato medico, nei quali, sostanzialmente, si diceva che i medici del “Moscati” non volevano emigrare a Solofra. Si trattò di una forzatura che, probabilmente, nascondeva un’altra verità: l’accorpamento avrebbe potuto mettere in discussione le ambizioni di diversi “aspiranti Primari” protetti dal potere politico. Come dire, prima l’interesse “particulare”, poi quello della collettività.

Anche alla luce di questo episodio di 23 anni addietro, la determinazione del Governatore e la lungimiranza di Percopo e Vignola acquistano una valenza di merito ancora più alta. Bravi!