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Buongiorno

17.07.2017 - Buongiorno Irpinia

“A 14 anni si droga e si vende”. Quella storia è anche irpina

Buongiorno, Irpinia.
Attraverso un’intervista raccolta da Maria Chiara Aulisio, “Il Mattino” di ieri ha raccontato la denuncia coraggiosa, e insieme sconvolgente, di una madre napoletana angosciata dalla storia di droga e di prostituzione (prostituzione finalizzata ad avere i soldi per la droga) che ha come protagonista una ragazza di appena 14 anni.
“Devo salvare mia figlia e non me ne frega niente di far sapere a tutti il dramma che sto vivendo. Anzi, voglio mettere in guardia tanti genitori come me e tanti adolescenti come lei che sta bruciando la sua vita come un cerino: fate attenzione, state alla larga da questo mondo schifoso che adesso ho deciso di denunciare. Mia figlia a 14 anni si droga e si vende: salvatela”.

L’intervista rivela episodi già proposti in tanti film e che, magari, ci sono sembrati irreali, più frutto della narrazione ad effetto della fiction cinematografica che della cronaca purtroppo vera.
Droga e sesso nelle discoteche. Spaccio nei bar e nelle piazzette. E alcol a volontà nei pub. Controlli praticamente zero. Sensibilità dei gestori dei locali meno che zero. L’importante è incassare. Il più possibile. E del resto, chissenefrega.
L’errore che commettiamo, in Irpinia come nelle altre piccole province, è di ritenere che queste cose, appunto, sono roba da film. Leggiamo le cronache di Napoli, il racconto scioccante di questa mamma napoletana, e commettiamo un errore ancora più grande: sono cose vere, ma accadono lì, nelle grandi città, da noi è tutta un’altra storia.

La verità è che sappiamo bene come stanno le cose. Sappiamo che da Avellino ad Ariano, da Lioni a Mirabella, da Solofra a Roccabascerana, in tutti i paesi più o meno grandi e piccoli, un numero sempre maggiore di adolescenti fanno uso di alcol, si drogano, vendono sesso per procurarsi i soldi sia per la droga che per l’alcol.
Ancora sul “Mattino”, a corredo della denuncia di quella mamma, lo psichiatra milanese Riccardo Gatti dice che i nostri piani di prevenzione e di contrasto al fenomeno sono vecchi di 30 anni. E’ vero per le realtà metropolitane, ancor di più per le nostre piccole realtà.

Fate mente locale: vi risulta che qualche comune, qualche struttura sanitaria, carabinieri e polizia siano adeguatamente attrezzati per far fronte al fenomeno? Parli chi sa. Ci affidiamo, talvolta, all’opera pia delle associazioni di volontariato.
Vi risulta – e parli chi sa – che sia stato chiuso qualche bar o pub o discoteca dove sia stato servito alcol ai minori?
Vogliamo ancora far finta di non vedere e non sentire? Di illuderci che i nostri ragazzi vivono beatamente in un fantastico paradiso terrestre e sono lontani dall’inferno dell’alcol, della droga e del resto? Liberi d’illuderci fino a quando anche una mamma irpina prenderà il coraggio di raccontare, di denunciare. Perché non se ne fregherà niente di far sapere a tutti il dramma che sta vivendo. Perché l’unica cosa davvero importante sarà, finalmente, di salvare sua figlia.