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Buongiorno

07.08.2018 - Buongiorno Irpinia

A Ciampi e ai 5 Stelle conviene tornare alle urne. Ecco perché

Il sindaco 5 Stelle di Avellino, Vincenzo Ciampi, è animato da intenti alti e nobili che in una qualsiasi comunità di sana cultura politica verrebbero sostenuti e incoraggiati. Il suo problema, però, è di non avere una maggioranza consiliare precostituita, a causa di una legge elettorale che consente simili anomalie in caso di ballottaggio. Il sindaco è un’anatra zoppa, come si dice in gergo. Anzi, nel suo caso, poiché dispone di una sparuta pattuglia di consiglieri comunali – soltanto 5 su trenta – egli, oltre che zoppa, è un’anatra gravemente impallinata nelle ali. Sicché, così stando le cose, non può fare altro che camminare a rischio d’inciampo ad ogni pie sospinto, figurarsi se mai potrebbe volare: servirebbe un miracolo della natura che oggi non pare sia nel novero delle prospettive possibili.

La forza propulsiva dell’utopia, di cui Ciampi e i 5 Stelle sono abbondantemente e genuinamente dotati, aveva fatto illudere l’uno e gli altri che l’impresa del Cambiamento si potesse tentare. E ciò anche perché nel sogno politico, e pur sempre utopico, dei pentastellati era stata messa in conto la "responsabilità" istituzionale dei gruppi di opposizione: mai e poi mai - avevano ragionato i 5 Stelle - qualcuno avrà l’ardire di consegnare la città ad un commissario.

Oggi, alle prime prove tecniche del Consiglio comunale, la realtà comincia ad apparire profondamente diversa da come Ciampi e i 5 Stelle avevano immaginato. E si tratta di una realtà addirittura più "cinica e bara". I variegati gruppi consiliari di centrosinistra che si erano alleati con la lista Pd, tutti indistintamente, seppure con motivazioni diverse, hanno l’obiettivo comune di far cuocere il sindaco e i 5 Stelle a fuoco lento, dimostrarne l’inadeguatezza strutturale e tornare tra un anno alle elezioni forti del fallimento altrui più che della propria affidabilità.

Il problema aggiuntivo di Ciampi e dei 5 Stelle è che sul fronte di questo disegno perverso, ma politicamente legittimo, si ritrovano oggi anche i gruppi civici di Luca Cipriano e Dino Preziosi e quello dell’ex candidato sindaco di centrodestra Sabino Morano.

Allo stato dei fatti, la domanda che forse Ciampi e i 5 Stelle dovrebbero farsi è la seguente: conviene all’anatra zoppa addentrarsi in questa giungla politica piena zeppa di cacciatori armati fino al collo di interessi d’ogni tipo e spietatamente intenzionati a spennarla viva, o non sarebbe più ragionevole ed utile – per se stessi e soprattutto per la comunità avellinese – dichiarare l’impossibilità, in queste condizioni, di amministrare dignitosamente e andare a nuove elezioni quanto prima per chiedere ai cittadini la maggioranza assoluta per un governo possibile di cambiamento?

Le rivoluzioni vere si fanno rischiando, caro sindaco Ciampi e cari 5 Stelle. Ora o mai più.