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Buongiorno

26.02.2019 - Buongiorno Irpinia

Aggressioni al Pronto Soccorso del "Moscati": d’ora in poi chi sbaglia paga

Ancora un tentativo di aggressione nel Pronto Soccorso del "Moscati". Ancora una volta i protagonisti (attivi) sono stati i familiari di un paziente. Uno dei medici di turno se l’è cavata con offese e minacce verbali, ma poteva finire peggio. Lavorare in queste condizioni, peraltro nella "trincea" della struttura sanitaria, è diventato impossibile.

Bene hanno fatto medici e infermieri del Pronto Soccorso, allora, a preannunciare che d’ora in poi non si limiteranno alle denunce penali, come sin qui è accaduto, quando siano occorsi episodi di violenza. Adesso si cambia strategia: le vittime delle aggressioni, si trattasse anche soltanto di minacce, sono decise a costituirsi parti civili. Può darsi, avranno pensato, che l’idea di dover mettere mano alla tasca può dissuadere i malintenzionati molto più d’una condanna penale.

Un grande intellettuale e politico napoletano, il compianto Francesco Compagna, diceva che un carabiniere in più per strada aiuta a scoraggiare i ladri. Anche se nella fattispecie in narrazione non si tratta di ladri ma di persone sproporzionatamente esagitate, la direzione generale del "Moscati" ha mutuato il consiglio di Compagna intensificando la presenza di Guardie Giurate al Pronto Soccorso. Chiaramente, però, non si può mettere una Guardia a protezione di ogni medico e infermiere del

Pronto Soccorso. Il servizio è h24, ci vorrebbe un battaglione dell’Esercito.
Oltre tutto è stato verificato che quando gli aggressori attaccano, non c’è "divisa" e gradi che li fermino.

Funzionerà l’avvertimento di medici e infermieri che ora sono stanchi di subire e chi sbaglia paga? Dobbiamo augurarcelo. É intollerabile che persone impegnate in un lavoro così delicato e difficile debbano essere costantemente esposte al rischio di comportamenti incivili.