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Buongiorno

14.01.2018 - Buongiorno Irpinia

Ahi serva “Irpinia”, di dolore ostello…

Buongiorno, Irpinia.
Con ogni probabilità, assisteremo anche in Irpinia ad una campagna elettorale di bugie e omissioni.
Le bugie le diranno giocoforza i parlamentari uscenti, in modo particolare quelli del Pd. Non avendo argomenti propri, infatti, si limiteranno a ripetere come pappagalli ciò che della politica nazionale già dicono esponenti di governo e vertici di partito.

Si comincerà con la magnificazione di quanto è stato fatto per l’Irpinia. E al primo punto ci sarà l’Alta Capacità Napoli-Bari. La cui programmazione, in verità, risale a qualche annetto fa: niente a che vedere, se non atti dovuti, dunque, né con il governo Letta, né con quello Renzi né con l’attuale Gentiloni.

Certo, è stata messa al sicuro la Stazione Hyrpinia. E meno male. Ma non vengano a raccontarci che è un regalo della politica. Spieghino, piuttosto, come sia possibile che per la strada a scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda si campi – si fa per dire – ancora alla giornata. Il commissario ad acta viene prorogato di anno in anno, come se non si sapesse che senza quella figura sarebbe praticamente impossibile completare l’opera. Ancora anno per anno bisogna elemosinare le risorse: un po’ presso il governo centrale, un po’ presso la Regione.

Ci parleranno del Progetto Pilota dell’Alta Irpinia come l’ultimo miracolo della politica illuminata. Ma non si racconterà che, in sostanza, si tratta dell’ultimo segreto di Fatima: nessuno sa, infatti, dove si andrà a parare. Ovvero se i soldi resi disponibili serviranno davvero a propiziare un po’ di sviluppo, e come: oppure a far guadagnare un bel po’ di soldi ai soliti tecnici e compari amici degli amici e compari e dei compari, secondo la buona tradizione (democristiana) della scuola politica provinciale.

Abbonderanno le omissioni. In tanti si sono intestati, ad esempio, i meriti della Industria Italiana Autobus di Valle Ufita. Ma nessuno – salvo gli operai giustamente incazzatissimi – verrà a spiegarvi come sia possibile che soltanto adesso ci si è resi conto che si fa impresa anche con i contributi dello Stato ma soprattutto con i soldi propri. A chi presenteremo il conto di questo sostanziale fallimento annunciato. Forse sarebbe opportuno presentarlo agli incompetenti travestiti da deputati che hanno brindato a ripetizione su un’industria di fatto mai rinata.

E l’omissione per eccellenza – scommettiamo? – sarà ancora lo scandalo Aias. Con il paradosso di dover ancora assistere allo spettacolo indegno di politici che hanno ridotto la sanità di questa provincia ad un affare privato e che ancora hanno la spudoratezza di parlare.

Ahi serva “Irpinia”, di dolore ostello, / nave senza cocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!