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Buongiorno

14.07.2018 - Buongiorno Irpinia

Aias, la ricreazione è finita. Ora si garantiscano pazienti e personale

Come si è appreso dalle cronache provinciali, il Tar ha rigettato il ricorso dell’Aias contro i provvedimenti di sospensione prima e di revoca dopo dell’autorizzazione sindacale adottati dal Comune di Avellino nei confronti del Centro di riabilitazione di Contrada Baccanico. Gli stessi legali dell’Aias hanno chiesto il rinvio della discussione per il ricorso contro il decreto di non accreditamento della medesima struttura con il servizio sanitario regionale: provvedimento, quest’ultimo, adottato dal commissariato per il rientro del debito della Sanità campana.

Nessuna sorpresa circa l’esito del primo ricorso. Così come appare scontato il rigetto anche del secondo. Le carte parlano talmente chiaro che soltanto una "ingiustizia" amministrativa, in teoria e alle nostre latitudini sempre possibile, potrebbe emettere un diverso verdetto. La verità - peraltro, e scusate l’immodestia, portata a galla dall’inchiesta giornalistica del sottoscritto - è che l’Aias di Avellino non ha mai posseduto i requisiti per l’accreditamento definitivo e nemmeno per quello provvisorio. La verità è qui si è consumato uno scandalo senza precedenti nel mondo sanitario irpino. E se la magistratura ancora sta lavorando alla definizione della rilevanza penale di questa vicenda, il quadro delle responsabilità politiche e istituzionali è già sufficientemente chiaro.

Il problema aperto, al di là del corso delle varie "giustizie", è ora quello di garantire subito, senza ulteriori perdite di tempo, la stabilizzazione dei percorsi terapeutici degli aventi diritto, tanto più perché si tratta di soggetti portatori di disabilità. Questi stessi percorsi, d’altro canto, prevedono la stabilizzazione degli operatori di settori, anch’essi già pesantemente penalizzati da una gestione pregressa che ha fatto registrare, secondo la magistratura inquirente, condotte criminose decisamente inquietanti.

Per un eccesso di prudenza, l’Asl e la Prefettura, che avevano già definito la distribuzione dei pazienti tra le diverse strutture irpine regolarmente accreditate con il servizio sanitario regionale, hanno voluto attendere la pronuncia del Tar. Vogliamo sperare che non si decida, ora, di attendere le decisioni del Consiglio di Stato. Una eventualità del genere apparirebbe paradossale. Diciamolo pure, ai limiti della complicità con l’Aias di Avellino e con chi ci sta dietro. Ma abbiamo la certezza che Asl e Prefettura si orienteranno, com’è naturale, per l’applicazione immediata di decisioni già correttamente assunte.