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Buongiorno

21.07.2018 - Buongiorno Irpinia

Allora, 5 Stelle: si cambia o non si cambia?

"Cambiamento", in senso un bel po’ estensivo, può significare anche avere per un anno o giù di lì un commissario al Comune di Avellino invece di un sindaco e di una giunta nel pieno delle loro funzioni e capacità di governo?

Sta per caso pensando a questa soluzione il M5S dopo la doccia fredda dei revisori dei conti che hanno dato parere negativo sul bilancio consuntivo 2018 dell’Amministrazione Foti? È nel novero delle cose probabili. Riuscirebbe difficile spiegare diversamente l’improvvisa sospensione del dialogo tra il sindaco Ciampi e i tre x candidati sindaci - Cipriano, Morano e Preziosi che lo hanno ufficialmente sostenuto al ballottaggio del 24 giugno e che, per di più, in ripetute circostanze hanno dichiarato di non pretendere niente in cambio - assessorati o altre cariche - se non la partecipazione alle scelte programmatiche e ai criteri di selezione dei membri del nuovo esecutivo.

Diciamo subito, anche se si tratta di una circostanza scontata, che nessuna responsabilità può essere addebitata ai 5 Stelle per tutto quanto è accaduto al Comune di Avellino fino allo scioglimento, per scadenza naturale, dell’Amministrazione Foti. Anzi , si può agevolmente aggiungere che i 5 Stelle hanno potuto eleggere un loro sindaco nel capoluogo proprio per gli effetti devastanti sulla città delle politiche amministrative degli ultimi vent’anni.

Va da sé che la domanda circa il significato estensivo di "cambiamento" era (è) squisitamente provocatoria. Sarebbe oltremodo offensivo sostenere che i 5Stelle stiano menando il can per l’aia con l’obiettivo di far nominare un commissario, evidentemente scelto da loro (hanno un Sottosegretario irpino agli Interni), e prendere tempo per ripresentarsi alle elezioni e tentare di vincerle in piena regola, ovvero ottenendo una maggioranza che oggi non hanno, e che è il vero, drammatico problema creatosi con l’esito elettorale del 24 giugno.

Ma se questo non è, e vogliamo credere che non è affatto così, non ci sono troppe alternative alla scelta di procedere con la dichiarazione di pre-dissesto, per colpa palese del centrosinistra che ha sgovernato prima, e poi andare avanti con un’Amministrazione di salute pubblica, com’era nelle originarie intenzioni di Ciampi. Questo sbocco, in ogni caso, comporterebbe un diverso atteggiamento dei 5 Stelle: si può decidere da soli, senza condividere niente con gli altri, se si dispone di una maggioranza. È la regola fondamentale del gioco democratico. Non si può cambiare con il desiderio: serve una maggioranza, addirittura qualificata, anche per modificarne le regole.