menu

Buongiorno

23.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Andiamoci piano con il “giallo politico” di Sabino Morano

Il consigliere comunale di Avellino Sabino Morano, come sapete, ha subito l’incendio di ben due autovetture, parcheggiate sotto casa, nell’arco di una quindicina di giorni. Un fatto gravissimo su cui le forze dell’ordine stanno indagando senza trascurare, come da prassi, nessuna pista.

Ho letto e riletto le cronache dei due episodi, senza mancare, naturalmente, di leggere e rileggere le tante dichiarazioni che vi hanno fatto seguito. La domanda che continuo a farmi oggi è sempre la stessa: il movente è politico o di natura squisitamente privata? Allo stato dei fatti, almeno per quanto è dato saperne, non c’è nemmeno l’ombra d’un indizio che possa far propendere per l’una o l’altra ipotesi.

Non abbiamo il diritto di sapere niente degli affari privati di Morano. Si tratta, appunto, di affari suoi. Possiamo, piuttosto, rivolgerci qualche domanda sulla possibile natura politica dei due episodi. L’interrogativo più naturale è il seguente: le azioni politiche di cui si è reso protagonista Morano sono tali da poter spiegare una reazione così violenta e addirittura ripetuta nel giro di due settimane?

In tutta onestà, a me non pare. Trovo che Morano sia un giovane sanamente motivato e decisamente moderato. Non ricordo d’aver mai appreso di suoi atteggiamenti – diciamo così – politicamente irritanti. Né di battaglie, nel suo caso di destra, con una marcata connotazione ideologica.

Insomma, con tutta la buona volontà e con ogni sforzo di fantasia, proprio non riesco ad immaginare Morano vestito da pericoloso combattente che bisogna necessariamente intimorire per smorzarne l’energia politica.

Nelle ultime ore, in ambienti vicini al consigliere comunale, non in quelli investigativi, si è accennato al presunto movente della posizione assunta da Morano contro la scelta di realizzare un biodigestore a Chianche, in prossimità dell’area del Greco dogc. Ma nemmeno su questo versante i conti tornano. Decine di persone, molto più rappresentative di Morano nel settore vitivinicolo, uno per tutti Piero Mastroberardino, hanno combattuto in trincee avanzatissime la battaglia contro l’impianto di Chianche: l’hashtag “Nessunotocchilirpinia” è diventata virale. Ben altri e di gran lunga più simbolici sarebbero stati gli obiettivi per una rappresaglia vendicativa.

Lasciamo lavorare le forze dell’ordine, dunque, con tutte le adeguate misure di sicurezza che bisogna garantire alla persona di Sabino Morano. Enfatizzare, come pure si sta facendo, il movente politico potrebbe essere dannoso per la politica in sé – e non se ne vede proprio il bisogno, a giudicare da come la politica è già incasinata di suo – ma si finirebbe con il danneggiare soprattutto Morano, distorcendone il suo impegno istituzionale razionalmente moderato e propositivo.