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Comunicati Stampa & Varia Umanità

24.05.2019

Archeologia subacquea, al via oggi l’emozionante mostra al Castello di Baia

Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei ha inaugurato la mostra fotografica “I pionieri dell’archeologia subacquea nell’area Flegrea ed in Sicilia” nelle sale museali del Castello di Baia. L’esposizione, con allestimento e curatela realizzati da Teichosarcheologia, racconta la stagione di nascita dell’archeologia subacquea in Italia, dagli anni ’50, quelli delle prime fasi pionieristiche, contrassegnato dalle grandi scoperte che ne sono derivate e che hanno dato impulso alla ricerca scientifica in questo campo e alla relativa applicazione delle tecnologie più avanzate, nonché alla nascita di strumenti di tutela specifici, fino a giungere alla costituzione della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana da parte di Sebastiano Tusa.

Il percorso della mostra utilizza materiali video e fotografici d’epoca, con allestimenti multimediali e sensoriali, accompagna il visitatore in una realtà virtuale immersiva, per un’esperienza unica ed evocativa.
Il luogo in cui è ospitata la mostra, il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, collocato nel Castello di Baia, non è solo una suggestiva cornice ma esso stesso un elemento integrante e fondamentale di quanto accaduto in quegli anni.

La mostra è un racconto fatto di documenti d’archivio, foto d’epoca e lettere dei protagonisti della ricerca subacquea, provenienti dagli archivi delle Soprintendenze del ministero per i Beni e le attività culturali, da Istituti specializzati, da archivi privati, dalle Soprintendenze della Regione Siciliana. Spiega, attraverso i relitti ritrovati, come la ricerca sia riuscita a comprendere i flussi migratori e i rapporti commerciali lungo le coste, le relazioni tra i popoli, come siano stati individuati quei punti di partenza e di arrivo di genti, merci ed idee che hanno caratterizzato la storia del Mediterraneo, le sue città portuali, le mete del commercio, che sin dall’antichità sono stati luoghi nevralgici dei processi di trasformazione culturale. Questa mostra fotografica nel Castello di Baia rappresenta un ideale antefatto della mostra “Thalassa. Meraviglie dei Mari della Magna Grecia e del Mediterraneo”, che sarà inaugurata il prossimo 18 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), nel Salone della Meridiana. Un progetto promosso dal MANN, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dall’assessorato dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana e da Teichos, grazie al protocollo che hanno sottoscritto per sviluppare, nel prossimo triennio, una serie di attività culturali, di ricerca, divulgazione e informazione.

Il compianto Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali e all’Identità Siciliana,
ha lavorato con passione al progetto, agli eventi collegati e a questa stessa mostra, realizzata anche grazie alle sue fondamentali indicazioni. Questo appuntamento costituisce perciò anche un primo grande omaggio e un riconoscimento sentito rivolto alla memoria di un grande archeologo e soprattutto di un grande uomo.

Dal 24 maggio 2019 al 6 gennaio 2020 - Castello di Baia, via Castello 39 - Bacoli, Napoli.
Da oggi è possibile acquistare My Fleg, l’abbonamento annuale del Parco archeologico dei Campi Flegrei: per la prima c’è una card nominativa che consente di accedere liberamente, per un anno, a tutti i siti del Parco con bigliettazione (Anfiteatro Flavio, Terme Romane, Cuma e Museo Archeologico
dei Campi Flegrei nel Castello di Baia). È possibile comprarla al costo di 20 euro, direttamente presso i singoli siti o da www.pafleg.it
«Abbiamo introdotto la possibilità di abbonarsi – spiega il direttore Paolo Giulierini – per creare una nuova concezione di visita dei Campi Flegrei. I siti archeologici sono luoghi dove poter trascorrere anche del tempo libero. Posti dove potersi guardare intorno e godere dei panorami particolari di questa terra, o magari anche solo leggere un libro calati in ambienti suggestivi. Ma è sopratutto un modo per consentire ai cittadini ed ai turisti di vivere nel quotidiano i luoghi della cultura».