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Buongiorno

17.02.2018 - Buongiorno Irpinia

Assessore condannato per violenza sessuale. Ma il sindaco di Atripalda chiude occhi e orecchie

Buongiorno, Irpinia.
Diciamo le cose come stanno, senza cedimenti all’ipocrisia: in nome del garantismo senza se e senza ma, ci stiamo abituando a tutto, calpestando il comune senso dell’etica e perfino del pudore al minimo sindacale.

Un prof rimprovera lo studente svogliato con la nobile intenzione di spronarlo al profitto? Apriti cielo! Padri incazzati e madri in preda all’isterismo pronti ad aggredire gli insegnanti che si sono permessi, nondimeno, di urtare la suscettibilità dello “scarrafone” di turno.

Ma il cattivo esempio non viene soltanto dalle famiglie. Prendiamo un caso irpino fresco di giornata che non c’entra niente con il rapporto scuola- famiglia, ma che chiama in causa le istituzioni.

Le cronache locali ne hanno riferito qualche giorno fa. Antonio Troisi, funzionario della Regione Campania ed attuale assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Atripalda, è stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa, per violenza sessuale su una ragazza, peraltro figlia di un suo amico, cui impartiva lezioni private di matematica: fatti accaduti nel 2016.

Ebbene, il meno che ci si sarebbe aspettato era che il sindaco, in mancanza di dimissioni spontanee, gli revocasse la delega di assessore, per di più e opportunamente invitandolo a lasciare anche il Consiglio comunale.

È accaduto, invece, l’esatto contrario. Lui, il condannato, è rimasto al suo posto ed ha fatto sapere tramite il legale che ricorrerà in appello. La qual cosa, per carità, è più che legittima: si è innocenti fino al giudizio di terzo grado, altro è la sensibilità d’un gesto di dimissioni, quanto mai opportuno e rispettoso nei confronti dei cittadini di Atripalda.

Incomprensibile, invece, è la decisione del sindaco di non revocare la delega in presenza d’una condanna, certo di primo grado, ma per una fattispecie di reato – la violenza sessuale – che ha una particolare valenza valoriale nel rapporto fiduciario tra amministratori pubblici e comunità amministrata.

Ma tant’è. In questa provincia non ci irritiamo più nemmeno di fronte a scandali tipo Aias o del genere dei molestatori seriali novantenni, figurarsi se può sorprendere che un sindaco si tenga in giunta un assessore condannato, “soltanto” in primo grado, per abusi sessuali su una ragazza.