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Buongiorno

02.02.2018 - Buongiorno Italia

Astensione? Giova soltanto a chi ha voluto questa legge elettorale truffa

Buongiorno, Italia.
Più si avvicina la data delle elezioni politiche, tanto più spesso mi capita di raccogliere confidenze di tentazioni astensionistiche. La novità, rispetto al target degli astensionisti – chiamiamoli così – storici, è che propendono per il non voto anche persone da sempre interessate alla politica e perfino fortemente motivate.

Certo, il modo in cui sono state decise le candidature soprattutto dal Pd, posto che per Forza Italia ha sempre e soltanto scelto Berlusconi, ha sicuramente alimentato la disaffezione al voto. Non ricordo sia stato mai raggiunto un livello così alto di centralismo “antidemocratico” come quello guadagnato da Matteo Renzi.

Egli stesso ed i suoi sodali hanno provato a spiegare con una buona dose di faccia tosta – ad esempio – l’oggettività della divisione proporzionale dei posti che avrebbe pienamente garantito le minoranze interne, Alla verifica, è emerso uno stravolgimento dei principi dell’aritmetica elementare, la smentita secca che la matematica non sia un’opinione.

Ciò detto, però, un “Cui prodest?” qui ci sta tutto. A chi giova, infatti, l’astensionismo se non a quei partiti e a quei leader che hanno paura, sono addirittura terrorizzati da un’alta affluenza alle urne?

È vero: questa legge elettorale riduce gravemente il potere di scelta dei cittadini. È stata concepita così com’è, stavolta davvero in modo scientifico, per limitare al massimo la libertà di orientamento dell’elettore. L’obbligo del voto “congiunto” ha eliminato perfino la possibilità di votare un candidato gradito e non il partito che lo ha espresso.

Ma cosa si ottiene disertando le urne? Esattamente l’opposto di ciò che servirebbe: ossia punire quei partiti e quei leader che hanno imposto una legge autenticamente truffa. Foss’anche soltanto per questo, il 4 marzo dovremmo andare in massa alle urne. Mandare a casa un bel po’ di questa robaccia, ora e per sempre, sarebbe già una rivoluzione pacifica utile al Paese e alla democrazia.