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Buongiorno

11.07.2018 - Buongiorno Irpinia

Avellino: Ciampi ci prova. Una certezza: se cade lui, cadono tutti e per sempre

Uscito vittorioso dalle urne la notte del 24 giugno, con un (quasi) tondo 60 per cento, il primo sindaco 5 Stelle di Avellino, Vincenzo Ciampi, si insedierà domani. Una gestazione di 19 giorni. Troppi ma non per responsabilità di qualcuno: cause di natura logistica, niente più di questo.

Anche se in queste tre settimane ci siamo in qualche modo abituati alla sorpresa, resta intatto il significato della svolta storica rappresentata dalla elezione nel capoluogo di un sindaco non ex Dc, non ex Pci, non Pd, non di centrodestra né puramente civico. E la valenza vera di questa svolta non è tanto nel fatto che il primo cittadino di Avellino sia un 5 Stelle, quanto la certezza che nel capoluogo, probabilmente nell’intera provincia, niente sarà più come prima.

Dal momento che Ciampi non ha una maggioranza consiliare precostituita, può accadere, e forse accadrà, che tra sei mesi, un anno, insomma alla prova del primo bilancio della sua gestione, egli sarà costretto alle dimissioni. Può accadere. Ma si abbia la certezza che gli avellinesi non torneranno indietro. Hanno bocciato un sistema politico, una mentalità, una cultura amministrativa, non la persona di Nello Pizza. È un sistema che ha nomi e cognomi ormai scolpiti nella testa degli elettori. Significa che fino a quando i personaggi sulla scena del centrosinistra saranno quelli bastonati il 24 giugno, la città potrà scegliere perfino il diavolo ma non più loro. A torto o a ragione, poco importa. La verità sostanziale è che questa gente ha stancato: non è questo o quello preso singolarmente, è l’insieme, la comunità politica senza più valori che questo, quello, l’altro e l’altro ancora rappresentano.

Intanto tocca a Ciampi e ai 5 Stelle dimostrare cosa sono in grado di fare. È impresa ardua, la loro. Non solo perché – dicevo – non hanno una maggioranza precostituita. Quant’anche, forse soprattutto, perché molto difficilmente l’intento alto e nobile di mettere al centro gli interessi della città, deponendo bandiere e bandierine d’appartenenza, sarà condiviso dal numero di consiglieri comunali che serve. La sfida di Ciampi e dei 5 Stelle è genuina e innovativa, ma purtroppo si scontra con la cinica avidità di autoconservazione di chi mai avrebbe immaginato di subire la sconfitta.

Oggi il sindaco 5 Stelle presenta in conferenza stampa le “10 priorità” per la città capoluogo. È un percorso corretto. È l’inizio della sfida. Vediamo di cosa si tratta: con occhio critico, ma anche senza pregiudizi. Dovrebbero utilizzare lo stesso metodo anche i consiglieri comunali. Sono personalmente molto scettico al riguardo, ma l’invito va fatto. E gli eventi vanno seguiti, passo dopo passo: nessuno può ancora consentirsi di prendere in giro gli elettori. Ecco la novità: possono anche “far cadere” Ciampi in tempi brevi, ma loro sono già caduti. Può apparire paradossale: ma la sola possibilità che hanno di rialzarsi è di tenersi Ciampi sindaco il più a lungo possibile.