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Buongiorno

13.12.2018 - Buongiorno Irpinia

Avellino e il falso caso-Genovese

Sul caso D’Alessandro ho scritto ampiamente ieri per Orticalab. Il Movimento 5 Stelle fa bene ad espellerlo dopo la battuta infelice quanto stupida che si è lasciato scappare, seppure a telecamera spenta (ma a microfono ancora aperto), con la giornalista di Report a proposito di Amedeo Genovese, l’ex capo dell’ex clan camorristico “Partenio”, ergastolano, padre di Damiano, il giovane
che alle scorse amministrative del capoluogo fu eletto consigliere in rappresentanza dei “sovranisti” e che poi ha di fatto aderito alla Lega di Matteo Salvini.

Fanno bene i Cinquestelle ad espellere l’incauto ex consigliere comunale. Anche se – è l’opinione che ho già espresso - D’Alessandro altro non è, sotto il profilo politico, che il prodotto della “non classe dirigente” locale grillina che lo selezionò e candidò nella propria lista. Per dire, insomma, che – prima di proporre ai probiviri l’espulsione di D’Alessandro – il capo irpino dei Cinquestelle, Carlo Sibilia, avrebbe dovuto recitare ad alta voce l’Atto di Dolore ed espellere se stesso.

Una breve riflessione, qui ed ora, sul caso Genovese. Il coordinatore irpino del Movimento Nazionale per la Sovranità, Ettore De Conciliis, dice una cosa vera (e scontata) quando afferma che le colpe dei padri non debbano ricadere sui figli. Ed ha valore formale e sostanziale ineccepibile anche la considerazione del leghista Sabino Morano quando afferma che “Damiano Genovese è persona pulita e competente”.

Oltre tutto, mi permetto di aggiungere, si tratta di un giovane che gode pienamente dei diritti civili e politici, per cui appare oziosa ogni discussione in merito.

Il problema, tutt’al più, potrebbe riguardare (in questo caso) la Lega, nel senso dei metodi e dei parametri che adotta per la selezione di militanti, dirigenti e candidati alle diverse cariche elettive. Senza peraltro mai dimenticare che in fin dei conti sono gli elettori che scelgono da chi farsi rappresentare. Alla luce di ciò, credo che quello di Genovese sia in tutto e per tutto un “falso caso”.