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Buongiorno

09.02.2019 - Buongiorno Irpinia

Avellino e l’ordinanza Antismog: tutto sommato, solo fumo negli occhi

Ieri ho ceduto lo spazio di Buongiorno Irpinia al testo integrale, peraltro lunghissimo, dell’ordinanza cosiddetta Anti-smog firmata dal commissario del Comune di Avellino, prefetto Giuseppe Priolo. Mi sembrava opportuno farlo dopo settimane di discussioni e polemiche sui livelli di inquinamento raggiunti in alcune aree del capoluogo. Con il testo del provvedimento così ampiamente motivato ogni cittadino può farsi un’idea ragionata di come stanno le cose ed esprimere la propria opinione al riguardo.

Provo a farlo anche io, in maniera assolutamente sintetica, ma non prima di un rapidissimo riassunto delle quattro misure essenziali contenute in quel provvedimento: 1) Divieto di circolazione per sei domeniche, dal 10 febbraio al 17 marzo e dalle ore 8 alle ore 20, limitato ai veicoli più inquinanti (vedi le categorie nel “Buongiorno” di ieri); 2) divieto di sostare con il motore acceso per oltre tre minuti; 3) divieto di abbruciamenti di stoppie su tutto il territorio comunale; 4) divieto di accensione di caminetti e stufe con prestazione emissiva inferiore alla classe 3.

La mia opinione. Mentre appaiono decisamente utili le misure da 2, 3 e 4, il commissario Priolo poteva evitarsi il fastidio e lo sforzo delle sei domeniche ecologiche. E tanto per una ragione molto semplice: è nei giorni feriali che il capoluogo viene invaso, inevitabilmente, dalle auto dei pendolari oltre che dal traffico ordinario interno delle attività lavorative. Nei giorni festivi la città ha ritmi lentissimi: ed è decisamente ininfluente il numero di veicoli classificati molto inquinanti, cui l’ordinanza inibisce la circolazione.

Insomma, tutto è rinviato ai provvedimenti strutturali che il commissario studierà d’intesa con i sindaci dell’hinterland. Il problema esiste e va affrontato contemperando la necessità prioritaria della salvaguardia ambientale con le esigenze dell’economia produttiva. Non è semplice trovare le soluzioni giuste. Ma di certo serve un po’ di coraggio in più.