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Buongiorno

04.05.2018 - Buongiorno Irpinia

Avellino e tanti nostri paesi “attaccati” dallo smog

Buongiorno, Irpinia.
Il sindaco di Avellino, Paolo Foti, ha dato il meglio di sé negli ultimi 12 mesi del suo mandato amministrativo. Non è il caso di approfondirne le cause: ci porterebbe alla individuazione di responsabilità politiche che fanno capo tutte – si scusi il bisticcio – alla “irresponsabilità” della classe dirigente del Partito Democratico, ivi compreso il commissario toscano, naturalmente renziano, David Ermini, che da tempo regge la Federazione irpina.

Pur tra mille difficoltà, Foti sta portando a compimento alcuni punti programmatici decisamente significativi. E su tutti spicca l’impegno per la tutela ambientale, a cominciare dai provvedimenti per contenere l’inquinamento da smog auto.

E su questo aspetto la breve riflessione di oggi. A commento dell’ultimo dispositivo adottato nel capoluogo, Foti ha detto una cosa apparentemente scontata ma rispetto alla quale, come sempre accade con tutto ciò che consideriamo “ovvio”, tra il dire e il fare ci mettiamo puntualmente il mare.

Egli ha detto (citiamo da “Il Mattino” di ieri): “Non c’è nessuna ragione al mondo che possa convincerci a tornare indietro. Bisogna tutelare prima di tutto la salute dei cittadini. E il piano antismog va in questa direzione”.

Il tono tradisce una punta polemica che ha come destinatari i commercianti. O meglio, quei commercianti che si oppongono ad ogni innovazione che possa – dal loro punto di vista – ridurre ulteriormente il giro d’affari già reso molto magro dalla crisi perdurante da ben dieci anni.

Hanno certamente le loro sacrosante ragioni anche i commercianti. Tuttavia c’è un problema di scelta delle priorità che andrebbe affrontato con la forza della ragione innanzitutto. Un metodo di confronto ispirato a maggiore spirito costruttivo e a meno pregiudizi forse potrebbe contribuire a trovare le soluzioni migliori.

Di certo, comunque, non si possono avere ragionevoli dubbi sulla priorità indicata dal sindaco: la salute dei cittadini. Quando lo smog raggiunge livelli di rischio anche minimi, quella priorità s’impone: non ci possono essere giri d’affari od altri motivi che reggano. Al di là del bene impagabile che è la salute, la spesa sociale necessaria per far fronte alla cura delle patologie indotte dallo smog è di gran lungo superiore all’utile redistribuito in varie forme da ogni tipo di attività produttiva.

Anche in questo senso, fa bene Foti a richiamare l’attenzione degli altri sindaci sulla priorità-ambiente. Come per Avellino, in molti comuni della provincia il problema smog è ai limiti della sostenibilità. Parlarne è un dovere. Parlandone, le soluzioni arrivano.