menu

Buongiorno

30.08.2018 - Buongiorno Irpinia

Avellino: gara allo sfascio tra Pd e 5 Stelle

Niente da fare: i 5 Stelle con il sindaco di Avellino, Ciampi, e il Sottosegretario Sibilia da una parte, l’ex sindaco Foti con la sua ex giunta e il Pd, dall’altra, hanno deciso di continuare a guerreggiare nella giungla, a colpi di urla – manco fossero tanti Tarzan – e di carta bollata, e proprio non vogliono saperne di riportare il confronto sul piano della serietà e della concretezza, od anche scontrarsi ma opportunamente in maniera civile.

Proprio ieri, in un commento per Orticalab, ho espresso il mio punto di vista sulla guerra in atto tra Paolo Foti, che in sintonia con gli ex assessori della sua ultima giunta ha annunciato azioni giudiziarie contro Ciampi, e quest’ultimo – appunto – che ha reagito, assieme al Sottosegretario Carlo Sibilia, rincarando la dose circa “il marcio” che sarebbe stato scoperto nei conti della gestione della precedente Amministrazione.

Un botta e risposta che ieri ha coinvolto anche la capogruppo Pd in Consiglio comunale, Enza Ambrosone. La quale, stavolta a ragion veduta, ha spiegato che se bisogna continuare di questo passo tanto vale decidere la fine immediata della consiliatura.

In verità, non c’era bisogno della zingara (nessun riferimento alla Ambrosone, naturalmente) per indovinare che uno scontro elevato a questo livello non può che condurre allo scioglimento del Consiglio. I 5 Stelle sono riusciti a fare eleggere il loro candidato sindaco al ballottaggio, è vero. Ma dispongono di soli cinque consiglieri su trenta. Ed hanno deciso, da sempre, di non voler fare alleanze. Per carità, è una scelta coerente con ciò che pensano e che hanno detto agli elettori.

Epperò, almeno nel nostro sistema democratico, si governa avendo una maggioranza.

Dicono che andranno a cercarsi il consenso in Consiglio volta per volta e argomento per argomento. Anche questa è una scelta legittima, visto che c’è una legge elettorale che consente l’elezione di sindaci di minoranza. Tuttavia, non puoi dire che se l’opposizione vota contro ciò che porti in Consiglio significa che lavora contro gli interessi della città. Ragionamenti di questo tipo non stanno né in cielo né in terra.

Seppure si volesse seguire l’idea dei 5 Stelle, poi, a maggior ragione bisognerebbe trasformare lo scontro in confronto. E invece…

Naturalmente il Pd non è l’Acqua Santa. È del tutto evidente che nelle sue intenzioni ci sia, innanzitutto, l’obiettivo di far fallire l’impresa amministrativa dei 5 Stelle. Ma mica è un compito facile senza indispettire gli elettori, che alla fin fine se ne fregano dei tatticismi politici e chiedono soltanto che la città migliori, indipendentemente da chi la governa. Ancora qui, allora, a maggior ragione i 5 Stelle non dovrebbero prestare il fianco a polemiche decisamente evitabili. Il Pd cerca “case cadute” proprio perché è l’unico modo per confondere le altrui macerie con le proprie, e i 5 Stelle cosa fanno: addirittura mettono a disposizione le ruspe per abbattere quante più case è possibile. Ma se questa non è ingenuità, io non saprei in quale altro modo definirla per non urtare la suscettibilità dei grillini.

Si vuole continuare con questo andazzo? Porta a sbattere, simpatico amico Ciampi. Porta nel burrone, caro Sottosegretario Sibilia. A meno che… A meno che non è questo l’obiettivo che avete in testa. Ma se dovesse essere così, e non voglio pensarlo, fareste il minimo sindacale di azione politica intelligente se aveste l’accortezza di non farlo capire. Allo stato dell’arte, ne sta godendo soltanto il Partito Democratico. Che non ringrazia unicamente, appunto, per non far scoprire il proprio gioco.

Sveglia, ragazzi!