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Buongiorno

09.11.2018 - Buongiorno Campania

Bassolino e Mastella vittime della malagiustizia? Certo, ma non facciamone due beati politici

Ho avuto civilissimi rapporti di reciproca stima con Antonio Bassolino e un’antica e mai interrotta amicizia con Clemente Mastella, due personalità di diversa scuola politica e di pensiero che di recente sono usciti completamente innocenti dal tunnel di una lunga serie di processi giudiziari. Ne sono lieto sia per l’uno che per l’altro, e non posso che associarmi al coro di disapprovazione – aggiungerei di disgusto – per i tempi biblici della giustizia che nei casi di riconosciuta innocenza, come quelli appena ricordati, producono devastazioni e danni materiali e morali che niente potrà mai risarcire.

Ciò detto con profonda convinzione e sincerissima solidarietà, trovo tuttavia esagerato il tentativo – da parte di soggetti evidentemente facinorosi – di avviare processi di beatificazione politica di chi è stato vittima innocente della giustizia malfunzionante. Intanto perché di vittime del genere ce ne sono a migliaia fuori dall’ambito politico e nessuno se ne fa un problema, magari semplicemente in ragione del fatto di non esserne a conoscenza. E poi perché una, dieci, cento assoluzioni non rappresentano necessariamente anche un giudizio positivo dell’operato politico di chicchessia: non tale almeno da giustificare l’evocazione del “Santo subito” con annessa supplica di ricomparsa sulla scena.

È di fatto accaduto per Bassolino – magari a sua insaputa, come ha ironicamente chiosato il vicedirettore del Corriere della Sera, Antonio Polito – quando, nei giorni scorsi, qualcuno ha proposto una lista “Bassolino” per i prossimi appuntamenti elettorali a Napoli. Ed è accaduto per Mastella, il quale si è direttamente proposto come l’anti-De Luca delle regionali in Campania nel 2019.

Per carità, non si può consigliare a nessuno, soltanto in ragione dell’età fin troppo adulta, di lasciare la scena e godersi i nipotini piuttosto che il brio della passione politica. Epperò sarebbe un bel gesto di generosità fare spazio a chi finora è stato ad attendere il proprio turno dietro le quinte. Il ricambio è un’esigenza fisiologica, nel corpo umano come in quello sociale. Non bisognerebbe attendere di finire con i pannoloni. Fa cattiva immagine, anche se si è stati assolti mille volte.