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Buongiorno

27.08.2017 - Buongiorno Irpinia

Benvenuta, Prefetto Maria Tirone. E ci consenta...

Buongiorno Irpinia e Benvenuta in Irpinia, a Lei, "Eccellenza" Maria Tirone.
L’Ufficio Territoriale del Governo di questa provincia è decisamente meno impegnativo di quelli di Crotone e di Foggia che Lei ha diretto. Eppure, c’è una circostanza che potrebbe diventare motivo di speciale gratificazione anche in una realtà – diciamo così – di periferia qual è quella avellinese. Ed è che Lei si ritrova ad essere il primo Prefetto donna d’Irpinia. Per dirla tutta, insomma, la Sua esperienza su questo territorio potrà rivelarsi una generosa novità della scelta governativa, potremmo dire una Eccellenza di nome e di fatto, oppure – e vogliamo sperare di no – un semplice, casuale, banalissimo incidente della Storia.

Il Suo curriculum depone bene. Le Sue precedenti esperienze anche. Oltre tutto ha radici familiari e culturali nella sanissima terra molisana, per tanti versi simile all’Irpinia. In altre parole, esistono le precondizioni perché Lei possa fare un ottimo lavoro. Che poi, a volerla mettere sul piano squisitamente etico-istituzionale, è nient’altro che il Suo lavoro.

L’Irpinia, Eccellenza Tirone, negli ultimi anni è stata un po’ sfortunata con i Prefetti che le sono stati assegnati. E qui va aperta una parentesi. Anzi, ne vanno aperte due.
La prima è che non possiamo insistere nell’atteggiamento di mielosa ipocrisia che ci accomuna nella più classica delle circostanze: muore Tizio, tutti a dire che era una brava persona anche se, magari, era adusa a fare lo sgambetto per strada agli anziani. Se Tizio si è comportato male in vita, insomma, tante sincere condoglianze a moglie e figli, ma basta così.
Il medesimo atteggiamento dovremmo tenere quando un Prefetto, o altra persona di profilo pubblico, se ne va, grazie a Dio, non nell’altro mondo ma semplicemente lascia l’incarico in un determinato luogo. Ha lavorato bene? Arrivederci e grazie di cuore. Non è stato all’altezza del compito, indipendentemente dalle cause, ivi comprese quelle umane? Arrivederla e finisce qui.

La seconda parentesi, specifica della fattispecie in argomento. Per motivi che non vale nemmeno più la pena approfondire, gli ultimi tre Prefetti di Avellino, seppure di diverso spessore culturale e morale, non hanno fatto - mettiamola così - talmente tanto di buono - da indurci all’autoflagellazione per il profondo e disperato vuoto che la loro partenza - non dipartita, per carità! - ha creato in noi poveri orfani irpini.

Insomma e in conclusione, Prefetto Tirone, questa provincia pone in Lei molta speranza. Faccia in modo da interrompere la serie negativa delle ultime esperienze prefettizie. L’Irpinia è terra di persone intelligenti e generose: abbia certezza che Le sarebbero immensamente grate.