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Buongiorno

16.04.2017 - Buongiorno Irpinia

Buona Pasqua a tutti, fuorché ai Nuovi Barbari

Buongiorno, Irpinia, e Buona Pasqua.
Buona Pasqua, soprattutto, agli ospiti della Mensa dei Poveri. E ai volontari e ai donatori che con la loro amorevole dedizione e con il loro generoso contributo la tengono in vita. Nei giorni scorsi è stato lanciato un appello agli irpini per un aiuto alla Mensa. Sarebbe cosa buona e giusta raccoglierlo. Il livello di povertà nella nostra provincia è molto più drammatico di quanto si possa pensare. L’insieme di tanti piccoli gesti individuali contribuisce a far fronte a grandi problemi.
Buona Pasqua agli ammalati. E a chi li assiste con umana comprensione. Ai medici e agli infermieri. E ancora ai volontari: in una società sempre più egoista, dedicare parte del tempo libero a chi soffre è un esempio concreto di cristianità.
Buona Pasqua ai disoccupati che cercano lavoro ma non lo trovano, e a quelli che l’avevano e l’hanno perduto: il furto del futuro porta le stesse stimmate del furto del passato.
Buona Pasqua ai giovani e soprattutto ai bambini: sono la speranza della nostra comunità e dell’intera comunità nazionale.
Buona Pasqua a tutti fuorché ai nuovi e vecchi barbari. Sono quelli che domani invaderanno il verde della nostra Verde Irpinia e lasceranno ovunque i segni del loro incivile passaggio. E’ un rito che si rinnova da decenni e che ad ogni Pasquetta diventa sempre più tribale, sempre più barbaro. La differenza, a favore dei barbari, e che essi non erano civili per definizione. Ma c’è di più. Non pare si abbiano documentate testimonianze storiche al riguardo, perciò non è assolutamente improbabile che perfino i barbari pulissero un tantino le loro “tracce” prima di lasciare l’accampamento. Noi non abbiamo speranza. Domani i nuovi barbari arrivano, si abbuffano, bevono e quando sono stanchi e paghi, tra un residuo rutto e l’altro lasciano la Verde Irpinia molto meno verde di come l’avevano trovata. Eppure, non ci vorrebbe chissà quanto perché anche i cervelli dei nuovi barbari arrivassero a comprendere che nell’era in cui vivono esistono oggetti più leggeri d’una piuma e meno ingombranti d’un fazzoletto che si chiamano “sacchetti per rifiuti”. E che servono, appunto, per contenere le proprie umane schifezze residuate dal lauto pic-nic pasquettaro.
Il dramma nel dramma è che i nuovi barbari – non tutti, si badi, provenienti da altre province –possono agire indisturbati perché nessuno li controlla. Ecco, se ad esempio ogni sindaco irpino sguinzagliasse in giro nelle campagne un po’ di volontari autorizzati a multare i nuovi barbari, probabilmente si avvierebbe un’opera di civilizzazione utile non soltanto al patrimonio ambientale d’Irpinia ma anche agli stessi barbari.
L’attuale Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, quand’era sindaco di Salerno introdusse il metodo “Cafoneria zero” proprio per “civilizzare” quei suoi concittadini barbari lontani ancora anni luce dall’uso civile dei cassonetti per i rifiuti. Il metodo consisteva, ed ancora consiste, oltre alle multe salatissime, nell’esporre i trasgressori al pubblico ludibrio attraverso la pubblicizzazione televisiva delle immagini catturate dalla videosorveglianza.
E’ un metodo che funziona. Perché non adottarlo anche in Irpinia e non solo a Pasquetta?