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Buongiorno

14.11.2019 - Buongiorno Irpinia

C’è poco da festeggiare per la Lioni-Grottaminarda

Con la firma in Regione degli atti amministrativi dovuti, si chiude formalmente il capitolo più increscioso, e insieme assurdo, del tratto che manca per il completamento della Lioni-Grottaminarda.

Si è voluto dare alla “firma” il crisma del cerimoniale. Questa scelta, con tutto il rispetto per l’istituzione regionale, appare un tantino discutibile. È pur vero, infatti, che finalmente si riuscirà a riaprire il cantiere della strada a scorrimento veloce. Epperò la pompa magna della liturgia istituzionale rischia di mettere in ombra, se non proprio “assolvere”, l’aspetto più raccapricciante della vicenda, e cioè che quel cantiere è rimasto chiuso ben 11 mesi per colpa politica grave – ma forse meglio sarebbe definirlo irresponsabile “capriccio” - di alcuni membri della rappresentanza parlamentare irpina del M5S.

Furono loro, infatti, dopo aver stupidamente teorizzato che la Lioni-Grottaminarda è una infrastruttura inutile, a far sopprimere il commissariato ad acta che fino a dicembre 2018 aveva garantito economicità, trasparenza e tempi adeguati nella realizzazione dell’opera.

Beninteso: il governo regionale non ha alcuna responsabilità in merito al pasticcio 5Stelle.

Tutt’altro. Non ci fosse stata la determinazione di De Luca a prendersi in carico l’infrastruttura, dopo averla peraltro in parte finanziata, i 5Stelle starebbero ancora oggi a brancolare nel buio per trovare una soluzione al problema da loro stessi creato.

Tuttavia, la Regione poteva risparmiarsi i “tarallucci e vino” della cerimonia di oggi. Sarebbe apparso molto più adeguato rinfacciare pubblicamente ai grillini il danno che hanno procurato all’Irpinia, alle imprese appaltatrici e alle casse pubbliche allungando di un anno i tempi di completamento dell’opera.