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Buongiorno

08.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Cara Repole, non se la prenda. Saluti De Mita con la parolina “Aias”...

Buongiorno, Irpinia.
L’Atto aziendale dell’Asl di Avellino - che per candida ammissione del direttore generale, Maria Morgante, è stato riscritto tre volte, figurarsi dunque di che capolavoro possa trattarsi – è stato duramente contestato dai sindaci. Per tutta risposta, la manager è rimasta ferma sulla propria “terza posizione”, ed anche il Governatore-commissario per la Sanità, Vincenzo De Luca, ha ritenuto di dire ai sindaci che bisogna smetterla con le lamentele. A mio avviso, è stata una scivolata di De Luca, inattesa e non in linea con la sua collaudata sensibilità democratica.

Di tutto ciò si è parlato e scritto la scorsa settimana. Superfluo tornarci su: il tempo è galantuomo e restituirà ragione a chi ha ragione.

Attesa e tanto più, invece, era la sortita di Ciriaco De Mita, che è arrivata puntualmente carica di arroganza e di tirate moralistiche che, specie in materia sanitaria, l’ex presidente del Consiglio ed ex tante altre cose, innanzitutto ex ottimo politico, avrebbe fatto bene a risparmiarsi.

De Mita ha preso a pretesto di nuovo il Progetto Pilota per dire che l’Irpinia rallenta a causa di una “classe dirigente mediocre”, per poi andarci pesante contro il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, imputandole - non solo di far parte a pieno titolo della mediocrità testé menzionata – quant’anche e soprattutto di non avere i titoli morali per discutere di politica in generale e delle cose sanitarie in particolare. Tanto più se delle cose sanitarie, ma questo lo aggiungo io, si è interessata, nel suo ruolo di manager, una persona moralmente molto titolata quale di certo è la dottoressa Maria Morgante.

Al sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi non esprimo solidarietà, perché quella non si nega a nessuno e dunque è scontata. Piuttosto, giacché lo merita, mi permetto di darle un consiglio. La prossima volta, invece di rispondere al presidente De Mita come pur bene ha fatto, argomentando e tenendo la schiena dritta, ma comunque sprecando tempo, lo saluti – ovunque lo incroci – semplicemente con una parolina “sanitaria”, che lui capirà e se ne starà buono e zitto: “Aias”.