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Buongiorno

01.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Cari 5 Stelle, per favore meno programmi (senza introduzioni) e più fatti

Intanto cominciamo col dire come stanno effettivamente le cose. Il sindaco di Avellino o chi per lui – più altri che lui, a mio parere – non ha copiato il “programma” del primo cittadino di Verona, ma la “introduzione” al programma. Ossia una genericità di concetti che, a differenza di quanto affermano gli improbabili “Statisti” avellinesi di destra, di centro, di sinistra e di pseudo-sinistra (leggi pure Pd l’ultima categoria), può star bene per il capoluogo irpino come per la stragrande maggioranza delle città italiane oltre a Verona.

Se vi fate una capatina presso la Poligrafica Ruggiero a Pianodardine, oppure all’omologo stabilimento di Gerardo Calabrese a Lioni, trovate fior di filosofie introduttive ai programmi amministrativi: l’una, appunto, fotocopia dell’altra. Potete leggere, addirittura, le stesse introduzioni riferite a programmi di governi locali di epoche diverse, senza cioè indulgere all’evidenza anacronistica. E tanto perché, tutto sommato, le finalità programmatiche si somigliano un po’ tutte: miglioramento dei servizi pubblici locali, innalzamento dei livelli generali della qualità della vita, inserimento del territorio nei processi di sviluppo intercomunali e regionali attraverso la valorizzazione delle proprie risorse, sostegno alle attività produttive per creare ricchezza e posti di lavoro, maggiore attenzione verso le fasce deboli, difesa dell’ambiente e sicurezza.

Ha fatto bene il sindaco Ciampi – o chi per lui, e sottolineo chi – a copiare quella roba introduttiva? Che domanda! Assolutamente no. Ma badate, si poteva fare molto di meglio. Ed avrebbe potuto farlo uno qualsiasi degli assessori di Ciampi. Magari lui stesso.

Ciampi – o chi per lui – non ha copiato i versi della Divina Commedia. Oppure, per stare ai tempi nostri, il passo d’un libro di Elena Ferrante dove finalmente si svela la vera identità della scrittrice. Non c’è niente di originale in quella introduzione: la solita minestrina riscaldata che perfino l’ex sindaco di Mirabella, il quale non è Obama, avrebbe potuto servire senza perderci su la testa più di tanto.

Di nuovo la stessa domanda: ha fatto, dunque, una cosa buona il sindaco Ciampi? Ripeto: assolutamente no! Aggiungo: ha fatto una stronzata! Ma vogliamo crocifiggerlo per questo? E poi: chi sarebbero i “giudici” avellinesi che dovrebbero decidere di condannarlo alla “croce”: quegli stessi soggetti della scena politica locale che hanno ridotto Avellino nelle condizioni pietose in cui è, tanto è vero che gli avellinesi alla fine si sono stancati ed hanno preferito l’incognita 5 Stelle? Oppure i nuovi intellettualoidi tanto al chilo che non indovinano un congiuntivo nemmeno con la pistola puntata alla tempia?

Un’altra domanda: non si fosse trattato di un sindaco 5 Stelle avrebbero fatto lo stesso chiasso i soloni della piazza avellinese e le grandi firme di Repubblica e del Corsera?

Io passerei a setaccio più volentieri i testi di certe concessioni autostradali per cui se crollano i ponti e vogliono mandar via il concessionario lo devi lautamente risarcire. Per stare al recinto avellinese, mi appassionerei di più alla lettura degli atti dell’inchiesta giudiziaria su Aias. Approfondirei il “Diritto di famiglia” attingendo a quella impareggiabile fonte che è la convenzione del Comune di Avellino con la Onlus “Noi con Loro”. Andrei a rileggermi con maggiore attenzione e interesse i bilanci consuntivi impresentabili della passata Amministrazione e di quella ancora precedente.

Ma tant’è. Forse è giunta anche l’ora, però, che Ciampi e i 5 Stelle facciano meno “programmi” (tralasciando le introduzioni, per favore) e producano più “fatti”. Almeno ci impegneranno a capire cosa sanno veramente fare.