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Buongiorno

05.07.2017 - Buongiorno Campania

Cari De Luca e De Magistris, datevi la mano il più spesso possibile

Fa notizia la stretta di mano a Palazzo Santa Lucia tra il Governatore della Campania e il Sindaco di Napoli. Certo, fa parte del protocollo istituzionale. E si dirà che è un atto rituale che nulla toglie e nulla aggiunge alla ordinarietà dei rapporti tra il presidente di una Regione e il sindaco di un capoluogo di Regione.

Sarebbe così se fossero stati fin qui normali i rapporti tra i rappresentanti delle due istituzioni elettive più importanti della Campania. Sappiamo, invece, che da quando sono stati eletti, ma anche da prima in verità, De Luca e De Magistris cordialmente si detestano. Sappiamo per certo che se il Governatore e il Sindaco dovessero esprimere un desiderio, magari la notte del 10 agosto, con alte probabilità di vederlo realizzato, chiederebbero l’uno dell’altro, reciprocamente, la definitiva scomparsa dalla scena politica, almeno della Campania.

Ecco perché, allora, fa notizia quella stretta di mano – rituale ma non troppo – ripresa dalla fotocamera dopo un lungo colloquio seguito alla firma di cinque accordi istituzionali e di programma. Considerati i loro caratteri, meglio sarebbe dire i caratteracci, i due avrebbero fatto volentieri a meno del fiocchetto iconografico immortalato dal fotografo se dentro quella stretta di mano non ci fosse il messaggio simbolico della “pace fatta” istituzionale.

Il rilievo della notizia è proprio in questo. Dei rapporti privati tra De Luca e De Magistris, la Campania nella sua interezza e Napoli presa singolarmente possono ben fregarsene. Ma sbaglia di grosso chi immagina che i processi di sviluppo del territorio regionale possano prescindere da Napoli e viceversa. La Campania sta a Napoli come l’Italia sta al Mezzogiorno d’Italia. Il Sud è indispensabile per la crescita del Paese. Napoli ha la medesima importanza per la crescita della Campania.

Un rapporto di collaborazione intenso e costante tra il Governatore e il Sindaco non può che far bene a Napoli. E se Napoli cammina, tutta la Campania si rimette in moto. E’ miope quella parte della politica che ritiene autosufficienti le altre quattro province rispetto a Napoli. Altrettanto miopi sono coloro che non vedono la grande ricchezza che le altre quattro province rappresentano per Napoli e per la provincia di Napoli. Si pensi soltanto alla densità demografica nell’area partenopea e alla immensa disponibilità di territorio non abitato nella Campania interna. Creare qui strutture ricettive e servizi adeguati significa risolvere uno dei maggiori problemi che avremo nei prossimi anni: come far fronte alla saturazione ambientale, non solo fisica, dell’area metropolitana.

In conclusione: De Luca e de Magistris attendano pure la notte delle stelle cadenti per sperare che si avverino i loro desideri “privati”; ma si diano quante più strette di mano possibili se ogni volta, ritualmente, devono comunicare che un altro problema è stato affrontato, un altro problema è stato risolto.