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Buongiorno

14.06.2017 - Buongiorno Irpinia

Cari sindaci irpini, due consigli “banali” ma utili

Buongiorno, Irpinia. Oggi il Buongiorno è una lettera aperta.
Dunque: cari tredici nuovi sindaci irpini appena eletti, vi scrivo soltanto poche righe per due segnalazioni – letteralmente due – nella certezza di interpretare il sentimento dei vostri amministrati. Una certezza – non è superfluo motivarla – che mi deriva da quarant’anni di esperienza giornalistica trenta dei quali spesi a raccontare le vicende della nostra provincia, dalla politica alla cronaca nera e giudiziaria.

La prima segnalazione. Nei vostri tredici comuni, come nel resto dei 119 paesi d’Irpinia, la grande emergenza è rappresentata dalle strade dissestate. Qualcuno di voi storcerà il muso e dirà: “Ma senti questo: con la disoccupazione giovanile a livelli drammatici e la recessione che ci strangola, si preoccupa delle strade!”.

Fate male, molto male, a sottovalutare, cari sindaci. Per una ragione banale che sfugge alla vostra attenzione, non per cattiva volontà, ci mancherebbe, ma proprio perché è banale. La ragione è che voi tredici freschi di elezione e gli altri 106 ancora in carica, anche se metteste insieme le vostre energie e ne faceste una forza unica, non potreste minimamente incidere né sulla disoccupazione giovanile (le politiche del lavoro sono competenze di altri e più alti livelli istituzionali) né tanto meno su questa fase congiunturale decisamente ancora drammatica.

E’ nelle vostre competenze e possibilità, invece, dare una mano di catrame alle strade. E sapeste quante benedizioni ne avreste dai vostri concittadini! I quali, costretti a subire danni alle auto proprio a causa delle strade dissestate, oggi vi riempiono di improperi e maledizioni ad ogni buca centrata: bene che vi vada, l’augurio più benevolo è che, una volta rientrati tra le mura domestiche, possiate trovare vostra moglie (vostro marito) a letto con il vicino (la vicina) di casa. Per carità, sono “bestemmie” che non vanno a segno. Ma scusate tanto, perché rischiare?

La seconda segnalazione: il decoro urbano. La pulizia delle vie e dei marciapiedi, la cura del verde, l’igiene (lo prevede la legge) degli esercizi pubblici sono il biglietto da visita dei nostri paesi per il forestiero che vi arriva ed anche, direi soprattutto, la nostra carta d’identità civica. In un ambiente urbano ben curato, il cittadino si sente più invogliato a tenere comportamenti normalmente civili. Dove la mano pubblica è carente, il cittadino percepisce (sbagliando) una sorta di autorizzazione all’inciviltà.

Un esempio plastico. Vi siete mai chiesti, cari sindaci, perché noi irpini, al pari della stragrande maggioranza dei meridionali soprattutto, quando siamo altrove stiamo ben attenti, quasi godiamo, a cercare il bidoncino dei rifiuti per deporvi perfino un’ innocua cicca di sigaretta e magari, se il bidone non c’è, ce la conserviamo in tasca, mentre qui – nei nostri paesi – non ci facciamo scrupolo di riversare sul primo marciapiedi che ci capita a tiro tutto il di più cartaceo, solido, liquido che abbiamo in mano e nelle tasche?

Meditate, sindaci, meditate! E occupatevi del quotidiano minimo possibile. I massimi sistemi possono anche eccitare la vostra fantasia, ma ai comuni cittadini – credetemi – non gliene può fregar di meno.