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Buongiorno

22.10.2018 - Buongiorno Irpinia

Caro Sindaco Ciampi, è ora di desistere e di guardare avanti

L’ho scritto altre volte e mi piace ripeterlo: il sindaco di Avellino pro-tempore e ormai “a tempo breve”, Vincenzo Ciampi, mi sta simpatico e non solo. Mi son fatto l’idea che oltre ad essere una persona onestissima e molto seria, due qualità che ogni amministratore pubblico dovrebbe avere e non sempre accade, è anche un Signor Sindaco, nel senso che dispone delle qualità di competenza e “visione” che il primo cittadino d’una città capoluogo deve necessariamente avere.

Sono per di più convinto – forse sbagliando, non potrei escluderlo – che se dalle urne fosse uscita una maggioranza a suo sostegno, in cinque anni egli avrebbe fatto moltissime cose buone per Avellino. Certamente e soprattutto avrebbe ripulito il Municipio dalle antiche pratiche clientelari e opache che da decenni condizionano la vita amministrativa e la stessa piena libertà di voto dei cittadini.

Ciò detto, e pur mettendo nel conto il grande e sincero amore che il sindaco nutre per la sua città, non riesco a comprendere perché egli quasi si affanni a supplicare i gruppi consiliari di opposizione affinché desistano dalla decisione di mettere la parola fine alla sua esperienza attraverso i mezzi consentiti dalla legge: nella fattispecie, la mozione di sfiducia.

La vita democratica, al di sopra e al di fuori di ogni considerazione dell’etica politica, è regolata dai numeri. Si può dire sbagliato il criterio secondo cui le scelte vengano decise dalle maggioranze? Assolutamente no. Per la semplice ragione che qualsiasi altro criterio sarebbe opinabile.

Ora, si dà il caso che i cittadini, votando con una legge elettorale che è una mezza idiozia, abbiano scelto un sindaco Cinque Stelle che non ha voluto fare alleanze organiche di governo con nessuno (perché questa è la linea “politica” del Movimento), e che però hanno anche eletto un Consiglio comunale la cui maggioranza non è pentastellata e che, per linea politica altrettanto legittima, non vuole sostenere il sindaco alle condizioni date.

È tutto qui, non c’è da discutere. Ciampi non può che accettare le decisioni della maggioranza consiliare, così come parte di quella maggioranza ha dovuto accettare le decisioni del M5S.

Dunque si torna a dare la parola agli elettori, Beata Santa Democrazia. E saranno gli elettori a scegliere sindaco e Consiglio comunale, quando si tornerà a votare, presumibilmente tra maggio e giugno 2019.

Non sta bene questa legge? I Cinque Stelle recriminano? Sono al governo con la Lega, dispongono dei numeri necessari, modifichino la legge.

Fossi in Ciampi, piuttosto, chiederei subito al Movimento il rinnovo della fiducia per una candidatura bis. Ha ottenuto quasi il 60 per cento al ballottaggio del 24 giugno, gli spetta la rivincita. Così come, credo, dovrebbe farsi interprete del diritto-dovere di dire ai suoi, per le prossime elezioni: “Cosa facciamo: balliamo di nuovo da soli? Abbiamo sufficienti probabilità di conquistare, da soli, la maggioranza consiliare?”.