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Buongiorno

06.09.2018 - Buongiorno Irpinia

Caro Sindaco e cari consiglieri comunali di Avellino, ora serietà... please!

Confesso una imperdonabile ingenuità: non avrei mai immaginato che saremmo stati costretti ad assistere ad uno spettacolo ancora più desolante di quello offerto dal Consiglio comunale di Avellino durante i cinque anni dell’Amministrazione Foti.

La differenza formale, naturalmente in peggio, che per ora riesco a cogliere è che nella scorsa consiliatura il protagonista principale era Gianluca Festa: il quale aveva sempre il sorriso stampato sulla bocca ma non faceva ridere. Adesso, almeno a giudicare dalla prima performance, il ruolo di protagonista se l’è ritagliato un consigliere 5 Stelle: si chiama Ridente, ma al pari di Festa non fa ridere. Seppure per motivi diversi, forse addirittura antitetici, direi piuttosto che sia l’uno che l’altro starebbero meglio in un copione melodrammatico. Insomma, se l’andazzo è quello sperimentato prima con Festa ed ora propiziato da Ridente, ebbene sì, cari avellinesi, non ci resta che piangere.

Attenzione, però: farebbe un errore madornale, ancorché in buona fede, chi volesse caricare la croce soltanto sui 5 Stelle, ovvero sulla loro marchiana improvvisazione nel ruolo di amministratori. Il Consiglio comunale di Avellino uscito dal voto del 10 e 24 giugno è un teatro di contraddizioni: in parte dovute – l’ho già scritto – ad una legge elettorale idiota, in parte alla eccessiva frammentazione della rappresentanza, in ultima parte al coacervo di rancori, interessi, ambizioni, furberie ed anche ottime e genuine intenzioni che ha caratterizzato la formazione delle liste e la scelta delle alleanze e dei candidati alla carica di sindaco.

Per dirla in breve, e a commento della seduta consiliare dell’altra sera, è inconcepibile che i 5 Stelle continuino ad essere concentrati sulla polemica ferragostana, un puntiglio che a questo punto sa poco di politico e molto di ricerca della rissa. Così come è inconcepibile che si continui ad esaltare il cosiddetto “modus operandi” dei manifesti 6X3, che tradotto significa esporre al pubblico ludibrio consiglieri comunali che hanno il sacrosanto diritto di fare opposizione nel modo che ritengono più opportuno. Non si può reprimere il dissenso dicendo ai cittadini, in maniera peraltro molto volgare, che chi non la pensa come i 5 Stelle è contro il bene comune. Questa non è politica: è semplicemente stupidità politica.

È altrettanto vero, però, che le opposizioni, tutte indistintamente, non possono continuare con il gioco del cerino. Per le cose che ciascun rappresentante delle opposizioni ha detto in Consiglio – dal Pd a Forza Italia ai civici di qualsiasi bandiera politica occulta – l’unica conseguenza logica e corretta possibile sarebbero state le dimissioni di tutti e l’inevitabile “caduta” del sindaco.

Oggi c’è di nuovo Consiglio. Appello al sindaco e ai consiglieri: sulla scorta del fiasco del vostro precedente spettacolo, volete per favore dare prova di serietà? Cosa significa? Molto semplice: fate atti conseguenziali a ciò che dite. Forse perché presi dalla parte, Signor Sindaco e Signori Consiglieri, voi non ve ne accorgete, ma abbiate certezza che gli avellinesi hanno già mal digerito la “Prima” e farebbero volentieri a meno della replica. Please!