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Buongiorno

20.12.2017 - Buongiorno Italia

Caso Etruria-Boschi: Renzi può giocarsi la sua faccia, non quella del Pd

Buongiorno, Italia.
A distanza di qualche giorno, torno molto brevemente sull’argomento Renzi-Maria Elena Boschi-Banca Etruria.
Le deposizioni rese sin qui da personalità del mondo bancario davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Etruria hanno fatto aumentare, e non certo diminuire, le probabilità che l’ex ministro per le Riforme ed attuale sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, non abbia detto tutta la verità – l’anno scorso in Parlamento – quando si è difesa dall’accusa politica di ingerenza nelle vicende della banca di cui suo padre era vicepresidente.
Per di più, né l’audizione del ministro Padoan né quella del Governatore della Banca d’Italia, Visco, rispettivamente lunedì e ieri, sono state di aiuto alla Boschi. Tutt’altro. Invero, le tinte già fosche del quadro si sono ulteriormente ingrigite.
Ciononostante, la sottosegretaria continua a dire che non intende mollare e il leader del Pd, Matteo Renzi, continua imperterrito a sostenere che tutto è stato già chiarito, che la Boschi deve restare al suo posto e che, per quanto gli riguarda, dovrà essere ricandidata.

Ora, fermo restante la mia personalissima opinione circa le eccellenti doti culturali, professionali e politiche della Boschi, sono sempre più convinto che, dimettendosi qui e subito, la sottosegretaria renderebbe un atto di doverosa responsabilità e civiltà istituzionale.
Allo stesso modo, pur apprezzando i sentimenti di solidarietà politica e umana che Renzi sta dimostrando nei confronti della più fidata e stimata figura di primo piano del suo entourage, sono altrettanto convinto che il leader del Pd stia commettendo un errore politico di portata identica a quello che fece personalizzando il Referendum costituzionale il cui esito devastante lo costrinse a perdere Palazzo Chigi: circostanza, vale ricordarlo, che è stato l’inizio del suo declino e del declino del Partito Democratico.

Oggi è in calendario l’audizione di Federico Ghizzoni, diventato il personaggio chiave della vicenda Boschi-Banca Etruria dopo che Ferruccio de Bortoli, nel libro “Poteri forti (o quasi), ha raccontato che Maria Elena Boschi nel 2015 avrebbe in qualche modo esercitato pressioni sull’ex ad di Unicredit (Ghizzoni, appunto) per l’eventuale assorbimento di Banca Etruria che versava in condizioni critiche.

Se Ghizzoni dovesse confermare la versione di de Bortoli, lo stesso Renzi – a parte la Boschi – dovrebbe forse avvertire il dovere morale di farsi da parte. Si è spinto troppo in là. A differenza dell’errore “referendario”, questo sarebbe imperdonabile perché sul caso Etruria-Boschi egli non ha messo soltanto la sua faccia, che è comunque solo la sua faccia, ma anche quella del Pd. E un partito non può perdere la propria faccia per colpa grave del suo leader.