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Buongiorno

31.03.2018 - Buongiorno Irpinia

Che errore la Paris segretario provinciale Pd!

Buongiorno, Irpinia.
Niente di personale nei confronti della ex parlamentare Pd Valentina Paris. Non ne avrei motivo. Tanto più oggi: darle addosso sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, e non rientra nello stile del sottoscritto.

Una opinione voglio esprimerla, però, sulla indiscrezione – sempre più insistente – secondo cui la Paris sarebbe stata “prescelta” per la carica di segretario provinciale unitario del Partito Democratico.

Ripeto: siamo ancora a livello di “voci”. Ma considerata l’improvvisa folgorazione anche di Umberto Del Basso de Caro e di Rosetta D’Amelio sulla via del congresso farsa all’insegna dell’unità, c’è da ritenere che effettivamente sia stato raggiunto un accordo in tal senso.

La mia opinione è che si tratti di un madornale errore, sia per il Pd che per la stessa Pari. È del tutto evidente, infatti, che sarebbe una nomina, dunque una finta elezione, calata dall’alto. Dove per “alto” s’intende il Nazareno e non Via Tagliamento. È a Roma, tra le stanze di Matteo Orfini e di Matteo Renzi che sarebbe nata l’idea. De Caro, D’Amelio e amici e compagni irpini si sarebbero limitati a prenderne atto.

Ed è questo il primo punto dell’errore. Lasciare ancora al Nazareno il potere “di vita e di morte” del Pd irpino è l’ennesima bocciatura snob della classe dirigente locale: una mortificazione sia per il presidente del Consiglio regionale che per l’unico deputato sopravvissuto allo tsunami Cinque Stelle del 4 marzo.

Il secondo punto dell’errore è che si sceglie come segretario, con tutto il rispetto per la persona, una ex deputata che sulla crisi del Pd irpino e le sue lotte interne ha già fallito due volte.

La prima quando era nella segreteria nazionale del partito e ricopriva la carica di responsabile Enti Locali. Non le davano retta allora, con tutto il potere che si era ritrovata tra le mani, figurarsi ora. La seconda volta risale ai tempi più recenti del Direttorio provinciale. Paris ne era membro, assieme a Famiglietti, De Luca e D’Amelio: una frana, la spinta finale che portò il Nazareno a decidere per il commissariamento della Federazione irpina.

Infine, sarebbe un errore per la Paris accettare la “nomina”, seppure con la foglia di fico dell’elezione-farsa, perché equivarrebbe ad accettare un “regalo” senza che ne ricorra un benché minimo motivo di merito. Non è così, oltre tutto, che si diventa leader.