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Buongiorno

04.03.2019 - Buongiorno Irpinia

Ciao, Ciao... Primarie Pd: adesso o si riparte oppure si scompare

Per una casuale coincidenza, l’esito delle Primarie Pd arriva nella notte del 4 marzo. Una data, almeno nel giorno e nel mese, che da un anno esatto il Partito Democratico continua a vivere come un incubo.

Alle politiche del 4 marzo 2018, infatti, il Partito Democratico subì una sconfitta di gran lunga più grave e dolorosa di quanto i dem avessero previsto. Dopo aver perso Palazzo Chigi (dicembre 2016), Matteo Renzi dovette lasciare anche il Nazareno, cedendo il timone del partito al reggente Maurizio Martina. Mai alternanza tra Altare e Polvere era stata così rapida e clamorosa.
In Campania e in Irpinia la classe parlamentare fu praticamente decapitata. La “rivoluzione” 5 Stelle aveva spazzato via decenni di dominio politico catto-comunista.

Le Primarie di ieri alle nostre latitudini, dunque.

Al di là degli esiti, che in buona sostanza hanno riflettuto le previsioni della vigilia, queste Primarie erano state attese come l’avvio di una fase nuova della vita del Pd. Non una rinascita automatica, non una miracolistica resurrezione. Più realisticamente, una opportunità per ripartire. Senza azzerare niente, ma avendo la consapevolezza che niente può essere più come prima, pena la definitiva scomparsa.
Sarà così? La ripartenza riuscirà a caratterizzarsi con la genuina, seria, rigorosa volontà dei protagonisti di prima e seconda fila di elaborare fino in fondo gli errori commessi e di lavorare per non ricascarci?

Lasciatemi esprimere al riguardo, gramscianamente, il mio ragionato pessimismo. Tuttavia, con il doveroso rispetto per l’ottimismo della volontà di chi è chiamato alla fatica improba di ricostruire il partito sulle macerie. È un’impresa difficilissima. Ma per questo anche più avvincente. Oltre tutto adesso si gioca su un campo che vede i 5 Stelle in grande affanno. Come si dice in gergo, il Pd ha il fattore campo a proprio favore. Se sciupa anche questa occasione è finita davvero.

Manco a dirlo, gli arbitri della partita, almeno in Irpinia, sono ancora il Governatore De Luca e il deputato Del Basso de Caro. Se si accordano loro due, i giocatori delle squadre dell’uno e dell’altro s’impegneranno più per andare a rete nelle porte degli avversari che per continuare nel masochismo degli autogol. Si può essere tanto scemi da non rendersene ancora conto, magari cominciando con la partita del Comune capoluogo?