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Buongiorno

24.06.2018 - Buongiorno Irpinia

Commissario Sanità: il M5S eviti un atto di “delinquenza politica”

Torno doverosamente su un argomento trattato nel Buongiorno di ieri: l’ipotesi che il ministro Giulia Grillo (M5S) si appresti a sostituire Vincenzo De Luca nominando un nuovo commissario per il rientro del debito sanitario della Campania.

I resoconti dei quotidiani di ieri, “Il Mattino” innanzitutto, raccontano che quella ipotesi si avvia a diventare certezza in un arco di tempo anche breve. Non è una opinione del giornale. Lo si desume dalle dichiarazioni della capogruppo grillina in Consiglio regionale, Valeria Ciarambino, e del parlamentare salernitano di “Fratelli d’Italia”, Edmondo Cirielli.

Si tratta, vale sottolinearlo, di due avversari politici di De Luca. È comprensibile, dunque, la loro battaglia per indebolire il Governatore in vista delle regionali del 2020. La Sanità è stata e rimane uno dei “punti d’onore” del programma del presidente della Regione, oltre che un bacino di voti straordinariamente ampio.

Ciò che non si capisce, invece, è il ritorno di utilità, per gli interessi collettivi, di una sostituzione ispirata esclusivamente alla logica della ritorsione politica, ancorché infiocchettata con argomenti pieni zeppi di demagogia e vuoti di riferimenti dimostrabili “per alligata et probata”.

Le ragioni per cui si dovrebbe sostituire il commissario, infatti, farebbero tutte capo ai risultati insoddisfacenti della gestione De Luca in materia di cifre del debito e dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Con un dettaglio che la dice lunga sulla buona fede di chi ha fornito i dati al ministro Grillo oltre che alla Ciarambino e a Cirielli: si tratta di numeri del 2015, ossia di quando De Luca era Governatore appena da qualche mese e, per di più, a capo del commissariato non c’era lui ma “grandi esperti” nominati dall’ex ministro Lorenzin.

Ora, posto che il presidente della Campania di tutto avrebbe bisogno fuorché di avvocati difensori, e posto che il sottoscritto è notoriamente più incline a vestire la toga del Pm, la verità è che il commissario De Luca ha conseguito risultati decisamente soddisfacenti, tanto più se si consideri la condizione disastrosa che già il suo predecessore Stefano Caldoro aveva ereditato da 40 anni di pessima gestione e di malversazioni clientelari della Sanità campana.

Morale brutale della favola: date le circostanze oggettive, la nomina di un nuovo commissario sarebbe un provvedimento di chiara marca ritorsiva per fini squisitamente elettoralistici. Un atto politico da Prima Repubblica. Un atto – come lo definirebbero i duri e puri del M5S – di “delinquenza politica”.