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Buongiorno

14.01.2019 - Buongiorno Campania

Commissario Sanità: vogliono fregare De Luca, ma così danneggiano soltanto i servizi

Le cronache de “Il Mattino” di sabato danno per imminente la decisione del governo gialloverde di nominare un nuovo commissario per il rientro del debito sanitario della Campania. È stato fatto il nome di Francesco Bevere, originario di Ariano Irpino e attuale direttore dell’Agenas, come probabile sostituto del presidente della Regione Vincenzo De Luca. Di certo c’è che è in vigore la norma che sancisce la incompatibilità tra commissario e governatore, per cui effettivamente il Consiglio dei Ministri può decidere la sostituzione di De Luca anche nel giro di poche ore.

L’indiscrezione de “Il Mattino” aggiunge che nel ruolo di sub commissario, secondo l’accordo raggiunto tra 5 Stelle e Lega, verrebbe nominato un Generale della Guardia di Finanza. Tutto ciò accade a distanza di pochi giorni dalla decisione della Giunta regionale di ricorrere comunque alla Consulta contro la norma sulla succitata incompatibilità, e mentre le diplomazie sono all’opera per tentare una mediazione al fine di evitare un nuovo conflitto istituzionale tra Palazzo Chigi e Palazzo Santa Lucia.

Vedremo quale sarà l’esito finale della vicenda. Per ora possiamo dire che l’accanimento con cui i 5 Stelle hanno fatto approvare la norma sull’incompatibilità ha il profilo della strumentalizzazione politica tout-court. Niente a che vedere con gli interessi oggettivi dei cittadini della Campania. Peggio: tutto si gioca contro quegli interessi. La norma anti-De Luca – perché al fondo delle cose di questo si tratta – arriva nel momento in cui lo stesso ministro grillino della Salute ha dovuto prendere atto del gran salto di qualità dei Lea (Livelli essenziali dell’assistenza) registrato con l’attuale commissario. Non v’è una ragione, una sola, insomma, che possa giustificare la forzatura dei 5 Stelle se non la soppressione – per motivi politici strumentali, appunto – di qualcosa che funziona.

Già in altre fasi di commissariamento “tecnico” della sanità in Campania, del resto, si è potuto sperimentare il calo di qualità dei servizi dovuto essenzialmente al conflitto permanente tra programmazione (in capo alle competenze della Regione) e gestione della spesa (competenza del commissario). La logica insita nella norma originaria (presidente di Regione-commissario) era proprio finalizzata ad evitare preventivamente ogni possibilità di conflitto tra programmazione e spesa: un giusto punto di equilibrio che soltanto l’autorità politico-istituzionale può di fatto garantire.