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Buongiorno

18.04.2018 - Buongiorno Irpinia

Congresso Pd: la farsa all’ultimo atto

Buongiorno, Irpinia.
Oggi pomeriggio al Nazareno si consumerà l’ultimo (forse) atto della commedia congressuale irpina. I due candidati alla segreteria, Giuseppe Di Guglielmo e Michelangelo Ciarcia, accompagnati dai rispettivi “presentatori” delle liste a sostegno, incontreranno il reggente nazionale del partito, Maurizio Martina, alla presenza del presidente Matteo Orfini, del responsabile della organizzazione, Andrea Rossi, e immancabilmente di David Ermini, commissario della Federazione avellinese del Pd, principale protagonista dell’epilogo farsesco cui è giunta questa vicenda.

Al di là dei dettagli, l’essenza del problema è la seguente: si vuole per forza celebrare un congresso sulla base di un’anomalia semplicemente scandalosa, ovvero la definizione degli aventi diritti al voto attraverso un’anagrafe degli iscritti che nel giro di pochi giorni è stata arbitrariamente cambiata tre volte.

Domanda spiritosa: ma se tutto è fasullo, perché si celebra il congresso? Risposta seria: per far vincere una parte, non con la forza reale dei numeri e delle idee, ma con l’imbroglio.

In verità, in questo Pd, quanto a tesseramento, hanno imbrogliato un po’ tutti: sia la parte “raccomandata” dal Nazareno e protetta da Ermini passo dopo passo, sia l’altra. Una guerra per bande, per la quale oggi si cercherà di mettere una pezza peggio del buco: o l’imposizione del congresso anche in assenza di un’intera area, o il compromesso dell’unità di facciata.

Eppure una soluzione seria ci sarebbe stata: annullamento del congresso e, soprattutto, annullamento di tutto il tesseramento. Un partito che necessita d’essere rifondato nello “spirito” non può servirsi di un “corpo” contaminato da un buon 50 per cento di iscritti “a loro insaputa” (o, se lo sanno, altri hanno pagato in massa le loro tessere e chissà perché).

Ma tant’è: ci sarà pure una ragione se il Pd di Renzi e Giglio Magico in quattro anni si è dimezzato, ha perso ogni connotato originario, si è lacerato al suo interno, è con un piede nella fossa, e nessuno ancora si decide a far fuori il suo becchino, ossia l’ex Rivoluzionario Bravo Ragazzo di Rignano sull’Arno.

A domani.