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Buongiorno

13.03.2017 - Buongiorno Italia

Cosa faccio se entra un ladro in casa? Giuro: lo ammazzo!

Buongiorno, Italia.
Ieri in Tv, all’Arena di Giletti, ha fatto discutere animosamente il seguente tweet del sindaco di Verona, Flavio Tosi: “A casa ho inferriate ai serramenti, c’è l’allarme, dormo con una pistola sul comodino. Senza leggi adeguate devo proteggere la mia famiglia”.
Non si comprende come qualcuno possa sorprendersi e agitarsi per una frase di assoluto buonsenso, peraltro pronunciata da uno lontano anni luce dal leghismo “lepenista” di Matteo Salvini, per cui – anche volendo forzare – non gli si può nemmeno dire che specula politicamente e che dunque è normale che ragioni così.
Tosi non si è svegliato sabato di buon mattino con il gratuito pensiero di offrire agli italiani una pillola di violenza. Quel tweet arriva dopo la notizia di Gugnano di Lodi, dove un ristoratore ha sparato ed ucciso un giovane ladro che assieme ad alcuni complici si era introdotto nella sua proprietà. Un pensiero motivato, dunque. E si badi: non motivato dall’episodio in sé di Gugnano di Lodi, ma dall’esasperazione indotta dalla lunghissima serie di violazioni “violente” delle nostre case e della nostra privacy, ad opera dei Signori Ladri, che la cronaca quotidiana ci restituisce.
Troppo comodo fare i garantisti senza vivere o senza riuscire a comprendere il terrore che si vive quando sei al cospetto del ladro in casa, indifferentemente di giorno o di notte, armato di una pistola od anche soltanto degli arnesi da scasso, che di certo non sono di plastica ma idonei a sufficienza per ammazzare te o un tuo familiare o l’intera famiglia. Troppo comodo, anche, come ha fatto un Signor Politico, ieri da Giletti, raccontare che è prossima l’approvazione di una legge che prevede l’innalzamento delle pene per i ladri. Ora, senza contare che per mandare un ladro a processo dovresti bloccarlo in casa o comunque nella tua proprietà, chiedergli la cortesia di starsene buono e zitto mentre chiami ed arrivano le forze dell’ordine, oppure – in alternativa – mentre ti procuri là per là un po’ di testimoni oculari e via dicendo: senza contare tutto ciò appena detto e che perfino lo scemo del villaggio capisce ch’è roba pressoché impossibile, possono dirci – di grazia – i Signori Garantisti disturbati dal tweet di Tosi, chi ci “garantisce” che il Signor Ladro al cui cospetto, per tua sventura, all’improvviso ti ritrovi, non decide di farti fuori per evitarsi anche il disturbo di un eventuale processo? E seppure tutto filasse liscio, come i Signori Garantisti promettono, e in un impeto di coscienza civile il Signor Ladro arrivasse addirittura ad autodenunciarsi e finisse al fresco per essere rimesso in libertà dopo un paio di giorni, come puntualmente accade non quando qualcuno si autodenuncia, che è praticamente impossibile, ma quando fortunosamente viene acchiappato in flagranza, chi ci garantisce che a distanza di una settimana non te lo ritrovi in casa con intenzioni ben altro che cristiane e forte della convinzione dell’immunità? Anche di questi repentini “ritorni” son piene le cronache: caso straordinario, quello dell’orefice romano rapinato ben 28 volte, alcune delle quali dallo stesso soggetto.
No, no, Signori Garantisti con i guai altrui che storcete la bocca leggendo il tweet di Tosi e promettete la prossima severissima legge che poi sarà quasi impossibile applicare!
C’è una sola legge che bisogna varare per fermare la barbarie dei Ladri che vengono a violare il più elementare dei nostri diritti che è quello alla tranquillità personale e familiare almeno in casa nostra. E’ una legge di un solo rigo: “I ladri che entrano nella tua proprietà devono (non: “possono”) essere ammazzati”. Mettiamole così, le cose, e vedrete che i Signori Ladri, con buona pace dei “Signori Ipocriti Garantisti del Cazzo”, ci penseranno mille volte prima di venirci a fare visita nel luogo costituzionalmente sacro ed inviolabile che è la nostra casa.
P.S.: Per i deboli di stomaco che potrebbero non digerire le parole e i pensieri duri appena rassegnati, si confida che sei anni fa il sottoscritto ha subito un furto in casa di notte, si è svegliato mentre i Signori Ladri erano all’opera perfino nella stanza da letto, ha gridato come un pazzo dal terrore, e da allora è costretto a tenere sotto controllo farmaceutico l’aritmia cardiaca indotta dallo stress emotivo di quella notte.
Aggiunge, il sottoscritto, che da quell’episodio dorme con la pistola sotto il cuscino, pronto a disobbedire, con dichiarata volontà e determinata convinzione oltre ogni ragionevole dubbio, al Quinto Comandamento (“Non uccidere”) non appena un Signor Ladro – indifferente anche al costosissimo antifurto installato – dovesse avere l’ardire di varcare la soglia di casa.
Per dirla con Flavio Tosi, e con tutti gli italiani che la pensano allo stesso modo, “devo difendere la mia famiglia”.