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Buongiorno

05.04.2018 - Buongiorno Italia

Costi della politica: l’ottimo esempio di Roberto Fico

Buongiorno, Italia.
Sono tutti bravi a parlare di riduzione dei costi della politica. Ma tra il dire e il fare – ah, che saggezza i detti antichi! – c’è di mezzo il mare.

Accade poi che se qualcuno lo dice e lo fa, il commento più diffuso è: “Embè, cosa ha fatto di tanto eroico?”.

È di questi giorni il rilancio di una iniziativa che i Cinque Stelle (in vero anche la Lega) avevano annunciato da tempo: i tagli ai vitalizi, che riguardano ben 2.600 parlamentari eletti prima del 2012. Il risparmio complessivo non sarà tale da risolvere chissà quale problema delle casse pubbliche italiane. Ma è un segnale importante che la casta può dare ai cittadini.

Ora, mettiamola così, sarà un caso ma a riprendere seriamente il filo del provvedimento è un Cinque Stelle: è il nuovo Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico.

“Embè, cosa fa di eroico?”. Assolutamente niente. Fa semplicemente una cosa una buona e giusta che ha sempre sollecitato e che nessuno ha mai fatto. Ora che può, grazie alla carica che occupa, Fico passa dalle parole ai fatti. Appena sarà completato l’Ufficio di Presidenza della Camera, tempo una settimana al massimo, egli potrà porre all’ordine del giorno dell’organismo il tema dei vitalizi: dati i numeri del Movimento 5 Stelle e della Lega, l’esito appare scontato.

Intanto c’è un esempio già bell’e dato in materia di riduzione dei costi della politica. Protagonista ancora Roberto Fico: sempre lui dei Cinque Stelle, non un omonimo. Durante il primo intervento da Presidente della Camera ha annunciato la rinuncia alla indennità aggiuntiva di funzione. Si tratta di circa 4.600 euro al mese. Non è una cifra sufficiente – si fa per dire – a sanare il bilancio dello Stato, ma è un gesto forte, un fatto concreto, un segnale di rispetto verso i milioni di cittadini italiani che se la passano male, tanto male da essere classificati “poveri”.

L’esempio di Fico è stato subito seguito da due vicepresidenti della Camera (Carfagna e Rosato), è probabile che già in queste ore abbiano deciso nello stesso senso anche gli altri due, è un fatto che l’irpino Carlo Sibilia – segretario dell’Ufficio di Presidenza – ha rinunciato anch’egli alla indennità aggiuntiva, e quasi certamente diversi altri “onorevoli” con doppio incarico faranno la stessa cosa. Una goccia dopo l’altra. Nessuno si aspetta il miracolo di un fiume in piena, ma – ancora qui – si tratta di segnali simbolicamente carichi di un medesimo significato: rispetto per i cittadini.

A pensarci bene, non è poi tanto poco. O no?