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Buongiorno

20.07.2018 - Buongiorno Campania

De Luca-5 Stelle: è guerra ad oltranza sul fronte Sanità

È destinato ad esplodere, con effetti allo stato imprevedibili, il conflitto politico-istituzionale tra il governo regionale della Campania, guidato da Vincenzo De Luca e sostenuto dalla coalizione di centrosinistra, e il governo centrale a guida M5S-Lega.

Manco a dirlo, il tema della discordia – almeno quello ufficiale e contingente, è ancora e sempre la Sanità. Questo comparto impegna circa il 70 per cento del bilancio regionale, le sue politiche sono quelle più sensibilmente percepite dai cittadini, è da sempre – e non solo in Campania – un’immensa miniera di consenso (o dissenso) elettorale, e allo stesso tempo il campo – soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia – dove più diffusamente si coltiva il clientelismo e se ne raccolgono i frutti.

È addirittura normale, dunque, che i conflitti politici combattuti sul fronte della Sanità determinino in larga misura chi vince e chi perde la guerra. Il responso arriva sempre attraverso le urne: è lì, chiaramente nel più complessivo giudizio sulle politiche centrali e regionali, che il cittadino-elettore esprime il suo grado di soddisfazione per la qualità dei servizi erogati dalle istituzioni competenti. La guerra tra De Luca e il governo centrale, ma essenzialmente tra De Luca e i 5 Stelle del governo centrale, era nell’aria fin dall’insediamento del Premier Conte. A dar fuoco all’erba apparentemente ancora verde ci ha pensato, pochi giorni fa, il ministro della Salute, Giulia Grillo, quando con estrema chiarezza ha lasciato intendere di voler sostituire De Luca al commissariato per il rientro del debito sanitario.

Il Governatore ha reagito con grande lucidità politica ed indiscutibile correttezza istituzionale. Ha detto, in buona sostanza, che il problema-Commissario non esiste: per la semplicissima ragione che non c’è più motivo di tenere in piedi il commissariato, dal momento che la verifica semestrale congiunta del “Tavolo adempimenti” e del “Comitato Lea”, fatta mercoledì scorso presso il Dipartimento della Ragioneria dello Stato, ha evidenziato “il raggiungimento dell’equilibro finanziario e la netta risalita nella Griglia Lea fino alla soglia dei 150 punti per il 2017”.

Detto fatto, “... In base ai risultati riconosciuti e in considerazione degli ulteriori avanzamenti attesi per il 2018” ieri il Governatore ha formalizzato presso le istituzioni competenti ((Presidenza del Consiglio e ministeri dell’Economia e della Salute) “la richiesta di fuoriuscita della Campania dal Commissariamento”.

Insomma, nella certezza che il ministro 5 Stelle Giulia Grillo si sarebbe subito mossa per la sua sostituzione, De Luca ha abilmente giocato di anticipo. Gli andrà bene? Avrà conservato, per il governo regionale, la gestione diretta della Sanità. Seppure il processo Crescent dovesse risolversi con una sentenza di condanna in primo grado, facendo scattare la “Severino” e quindi la sospensione, verrebbe comunque bypassato il rischio di affidare il comparto sanitario a un soggetto istituzionale diverso da quello regionale.

Gli andrà male, nel senso che il governo centrale deciderà di tenere in piedi il Commissariato e di nominare altro soggetto di propria fiducia? De Luca avrà le carte in regola per ingaggiare la battaglia politica finale con i 5 Stelle in vista delle regionali del 2020, con o senza l’eventuale applicazione della Severino.

Certo, si tratta di un’arma a doppio taglio. Ma non solo per De Luca. Un’arma che, comunque manovrata, non potrà che ferire gli interessi della comunità della Campania. E la buona politica, naturalmente.