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Buongiorno

04.06.2018 - Buongiorno Campania

De Luca-Di Maio: il rischio che la Campania ci rimetta le penne

Buongiorno, Campania.
C’è una questione politico-istituzionale destinata a condizionare non poco i processi di sviluppo della Campania segnatamente nei prossimi due anni. È il nodo del tipo di rapporto che si istituirà tra il governo giallo-verde nazionale e il governo regionale di centrosinistra a guida dem.

Il riferimento temporale del biennio è alla scadenza del mandato del Governatore De Luca. Il quale certamente vorrà ricandidarsi, ed anche in funzione di ciò vorrà utilizzare i prossimi ventiquattro mesi nel modo più utile possibile: sia per la comunità della Campania, dunque mettendo in cantiere il più e il meglio di quanto ci si possa attendere; sia per i suoi destini elettorali, dunque “vendendosi” al massimo prezzo possibile ciò che riuscirà a fare.

Ora, al di là degli impegni di “proficua collaborazione istituzionale” raccomandata dal galateo politico e di cui tutti si riempiono la bocca, non è un mistero per nessuno che il Movimento 5 Stelle e la Lega stanno al Partito Democratico esattamente come il Diavolo sta all’Acqua Santa (scegliete a vostro piacimento come distribuire i termini della proporzione, ossia quale delle parti in causa è il Diavolo e quale l’Acqua Santa).

Oltre ogni buon teorico proponimento, insomma, il rischio è che la contrapposizione sostanziale tra i due raggruppamenti politici possa tradursi in contrapposizione istituzionale. Statene certi: sia da parte del governo nazionale che di quello regionale si negherà anche con la pistola alla tempia che ciò possa mai accadere. Epperò è già accaduto tra Regione Campania e Comune di Napoli, tra De Luca e De Magistris, con i risultati che la cronaca quotidiana ci rassegna. Ed è accaduto tante altre volte nella storia del nostro Paese, magari in maniera più elegante e diplomatica, lontana anni luce dagli atteggiamenti rudi dei duellanti di Salerno e di Napoli, ma non questo con effetti meno devastanti.

A parte la Lega, il M5S ha più volte dichiarato che la Regione Campania è la prossima tappa dei suoi programmi di consolidamento del consenso nel Mezzogiorno d’Italia. Figurarsi se mancherà di utilizzare tutte le armi disponibili, da Roma, per rendere difficile la vita al governo regionale di centrosinistra.

Per di più, basterà una scintilla per infiammare il clima. Il carattere di De Luca è quello che conosciamo, e nemmeno il giovane vice Premier Di Maio è uno che le manda a dire. Poi, per carità, in politica mai dire mai: tutto è possibile, perfino che lo scontro si tramuti in sana competizione tra idee, progetti, azioni. Servirebbe un miracolo, allo stato delle cose. Ma è proprio ciò che dobbiamo sperare per il bene della Campania.