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Buongiorno

06.02.2017 - Buongiorno Campania

De Luca ha ragione: "riformare" l’abuso d’ufficio

Buongiorno Campania. Il caos in cui da troppo tempo ormai vive la politica, per responsabilità assoluta della malapolitica, sta producendo la proverbiale beffa che si aggiunge al danno. Sul danno c’è ben poco da dire oltre a quanto hanno registrato e continuano quotidianamente a rassegnare le cronache e le statistiche: siamo la regione con uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile e con il Pil tra i più bassi d’Italia; i livelli dell’assistenza sanitaria sono tra i peggiori del Paese; di furti e rapine manco a parlarne; meno che meno possiamo vantare posizioni dignitose nell’evasione scolastica; sull’evasione fiscale meglio stendere un velo pietoso; continua a restare al di sotto della media nazionale il grado di efficienza ed efficacia dei servizi pubblici locali; le infrastrutture materiali ed immateriali portano un ritardo di almeno vent’anni rispetto alle aree del Centro-Nord. Tutta roba che peraltro tocchiamo con mano e che quindi non necessita di ulteriori verifiche e commenti.
La beffa sta nel fatto che, avendo perso fiducia nella razza politica, non riusciamo più a riflettere sulle cose serie che vengono comunicate da alcuni politici: le cestiniamo come carta straccia, perdendo così l’opportunità di far sentire la nostra voce a sostegno di proposte decisamente ragionevoli.
Emblematico è l’esempio dell’atteggiamento di generale indifferenza che il mondo politico, istituzionale, sociale e culturale della Campania ha verso l’invito a discutere del reato di abuso di ufficio ripetutamente avanzato dal Governatore De Luca. La questione non è di mero garantismo. Non lo è e non è questa la sede per parlarne. De Luca fa un ragionamento che ha radici profonde nella realtà quotidiana della pubblica amministrazione. Da tempo immemorabile egli dice e ripete che l’eccessiva attenzione giudiziaria sul presunto reato di abuso di ufficio induce dirigenti e amministratori pubblici a pensarci su mille volte prima di apporre una firma in calce ad un provvedimento. E ciò, da una parte, si riflette negativamente sui tempi della burocrazia, con grave conseguente danno per l’economia; dall’altra, l’aumento delle difficoltà per avviare un provvedimento fa aumentare anche il prezzo delle tangenti. “La legge contro la corruzione approvata qualche tempo fa – esemplifica De Luca – ha prodotto effetti opposti a quelli voluti: è diventata un incentivo alla corruzione”. Ora, nella narrazione del Governatore ci sarà pure un pizzico di paradosso per rendere più plastico il ragionamento. Ma lo sanno bene sindaci e assessori di grandi e piccoli comuni, direttori generali e dirigenti di ogni settore della pubblica amministrazione, dalla Sanità agli altri servizi, quanto forte sia diventata “l’ossessione di mettere a posto le virgole e i punti e virgole delle carte” per non ritrovarsi il postino perennemente davanti all’uscio di casa con l’avviso di garanzia tra le mani. E lo sanno bene gli imprenditori, i professionisti e tutti gli attori dei processi di sviluppo locale quanto incidono sull’economia delle loro attività i ritardi di quelle carte da mettere ossessivamente a posto.
E’ chiaro, mica se ne fa una colpa ai magistrati inquirenti. De Luca non lo pensa nemmeno. La magistratura persegue il reato, ma chi codifica la fattispecie di reato è il legislatore. Ci risiamo: è la politica. Oltre tutto non si chiede di cancellare tout court l’abuso d’ufficio. C’è la necessità di disciplinarlo diversamente, a garanzia della legalità, ci mancherebbe. Ma in maniera tale da eliminare “l’ossessione” della Procura nella testa di amministratori e dirigenti.
De Luca ha sollevato una questione molto delicata e di grande interesse pubblico. La sua risoluzione può contribuire a concretizzare quella “rivoluzione burocratica” che serve non solo alla Campania ma a tutto il Paese.
Visto che rispetto ad un problema così serio non si sono potute apprezzare particolari sensibilità “dall’alto”, proviamo a stimolare “dal basso” l’interesse della politica. Come? Ogni iniziativa porta un utile contributo alla causa. E’ ora di provarci. E’ ora che comincino i sindaci a sottoscrivere il ragionamento di De Luca: per farlo diventare “denuncia” ed insieme “proposta”.