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Buongiorno

05.03.2019 - Buongiorno Irpinia

De Luca (il Governatore) e De Caro destinati a combattere uniti

Le Primarie Pd sono alle spalle. La ricreazione è finita. Nicola Zingaretti ha annunciato “cambiamenti”. Ci vorrà poco tempo per capire quali modifiche saranno apportate. Le elezioni europee (e amministrative) si avvicinano, ci sono decisioni da assumere subito.

Vale anche per il Pd regionale. Leo Annunziata, candidato sostanzialmente voluto dal Governatore Vincenzo De Luca, oltre che da Topo e Casillo, è il nuovo segretario della Campania. Fa parte della mozione Martina. Ma tutto lascia indovinare che Zingaretti, pur disponendo della stragrande maggioranza assoluta, punterà a tenere il partito unito, a Roma come altrove.

A maggior ragione, è difficile immaginare che in Campania possano continuare a restare divise le due componenti “martiniane” che fanno capo a Vincenzo De Luca e a Umberto Del Basso De Caro.

Se questo è, come logica e buon senso imporrebbero, anche in Irpinia dovrebbe essere messa la parola fine alla guerra perpetua tra gli “amici” del Governatore e quelli di De Caro. E tanto per almeno due ragioni. La prima è che il Pd – nonostante il milione e ottocentomila elettori che hanno votato per le Primarie – non può consentirsi il lusso di restare diviso. Anzi, la vasta partecipazione ai gazebo va interpretata come l’ultimo ammonimento che la base lancia alla classe dirigente del partito: basta lotte intestine, l’avversario è altrove. Illuminante, al riguardo, è stata la metafora utilizzata da Romano Prodi per spiegare il miracolo di un risveglio invero non prevedibile: “Quando Annibale è alle porte – ha ricordato – tutta Roma si unisce, Catone il censore compreso”.

La seconda ragione deriva dalla prima. Annibale è alle porte di Roma, ma è pronto all’assalto anche nelle periferie dell’Impero. De Luca per un verso (le regionali del prossimo anno), De Caro per l’altro (è l’unico deputato in carica tra Irpinia e Sannio) hanno necessità di difendersi da Annibale: poco importa se questi ha le sembianze dei condottieri locali dei 5 Stelle oppure della Lega. Stare uniti, specie in questa difficilissima fase per il Pd, significa avere più chance di respingere gli attacchi e di vincere la battaglia.

Questo consiglierebbe la ragione politica. Poi – come si dice con un pizzico di cinismo – ognuno è libero di suicidarsi come meglio crede.
Buona fortuna.