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Buongiorno

12.11.2017 - Buongiorno Irpinia

De Vito in cella per le minorenni che induceva a prostituirsi: Io butterei la chiave...

Buongiorno, Irpinia.
“Incontro”, un circolo nel pieno centro di Avellino dove il gestore, Federico De Vito di 69 anni, induceva alcune minorenni a prostituirsi. La storia che ha scosso in profondità la coscienza collettiva del capoluogo e dell’intera Irpinia è finita venerdì alla “Vita in diretta” su Rai Uno. Con la testimonianza drammatica di una delle ragazze, oggi ancora minorenne, che per circa 3 anni, da quando ne aveva 12, aveva lavorato in quel locale.

Meglio di qualsiasi commento il suo doloroso racconto restituisce la dimensione bestiale di questa vicenda. Eccone gli stralci più significativi.

“Cento euro mi davano, a volte anche di più. Lui (De Vito, ndr) mi chiamava, mi diceva se ero disposta ad andare con quelli…Lui mi mandava con quelli che hanno cercato di toccarmi, di vedere quello che potevano fare. Per un rapporto 50 euro... I soldi mi servivano per i vestiti, per il sabato sera... È durato un annetto, avevo 15 anni e mezzo…. È capitato. Poi ti fidanzi e trovi un po’ di distacco. Vuoi altre cose. E decidi di mettere un punto fermo…Ma lui insisteva. Se vuoi lavorare per me... E si arrabbiava, ma non me ne sono importata...Prima ero come incatenata, come se lui desse dei comandi... E non potevo vivere così con gli altri coetanei: quel pensiero che mi tormentava...
Avevo la voglia di parlare. La voglia di far sapere, ma ero come incatenata a quella vita”.

Alla fine la ragazza ce la fece a togliersi le catene. E parlò. Non in famiglia. Ne parlò con il suo fidanzato. Una confessione lacerante, ma purificatrice. E il suo ragazzo la comprese, non la respinse. Una conclusione straordinariamente carica di buoni sentimenti. Anche se niente – e come potrebbe essere diversamente – potrà guarire le ferite dell’anima di una adolescente adescata e poi “incatenata”.

Federico De Vito è in carcere. Ci sarà un processo, secondo i tempi della Giustizia italiana. Non sono un giustizialista. Ma dico ciò che penso, dopo aver ascoltato la testimonianza in Tv di quella ragazza: se fossero vere le cose che ha raccontato – e sono portato a credere che siano vere – sarebbero già sufficienti, anche senza processo, in una dimensione ideale della giustizia, a buttare la chiave della cella in cui il signor De Vito è rinchiuso.
Se non in casi come questi, quando?