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Buongiorno

09.08.2017 - Buongiorno Irpinia

Del “Gesualdo” e degli omaggi (quasi) mai goduti

Buongiorno, Irpinia.
“Il Teatro Gesualdo spolpato dai biglietti omaggio”. L’espressione è fortemente colorita. Forse sarebbe stato opportuno usare un verbo diverso. “Spolpato” fornisce l’immagine di un qualcosa ridotto all’osso. Non pare si possa ragionevolmente affermare che i conti del Teatro siano andati in rosso a causa del dieci per cento che il Consiglio di Amministrazione del Massimo cittadino aveva riservato per le relazioni pubbliche. Ma lascio volentieri l’aspetto contabile a chi ne ha competenza e voglia. Oltre tutto, e non da oggi, sia la magistratura ordinaria che quella contabile hanno acceso i riflettori sulla gestione del “Gesualdo”: se ci sono state irregolarità di un qualsiasi profilo, è giusto che ne diano conto ed eventualmente paghino coloro che hanno sbagliato.

Ciò premesso, essendo il sottoscritto – bontà di quanti mi vedono tale – “personaggio pubblico”, mi interessa spiegare pubblicamente, appunto, perché anche il mio nome compare tra quelli che hanno avuto abbonamenti e biglietti omaggio. Lo ritengo doveroso nei confronti dei lettori che quotidianamente mi onorano della loro attenzione. E, insieme, vorrei risparmiare il disturbo ai curiosi che dovessero, eventualmente, lambiccarsi il cervello dentro i meandri del moralismo d’accatto.

Dunque, il sottoscritto ha ricevuto abbonamenti e biglietti omaggio dalla gestione del “Gesualdo” nei quattro anni di direzione di Prima Tv, dunque nella qualità di direttore di quella emittente televisiva. La stessa cosa è accaduta, a Napoli, quando dirigevo il Gruppo Lunaset. Ed è la medesima cosa che normalmente accade nei rapporti tra i vertici delle istituzioni culturali e sportive – pubbliche e private – e i direttori delle testate giornalistiche.

Ricevere abbonamenti e biglietti omaggio, tuttavia, non significa automaticamente che se ne fa uso. Nella fattispecie, e questa è la notizia che potrebbe deludere i curiosi ad ogni costo, abbonamenti e biglietti ricevuti in omaggio, e intestati al sottoscritto, sono stati utilizzati solo raramente: un paio di volte per stagione, tra il sottoscritto e l’intera redazione, in ciascuno dei quattro anni, come immagino sia possibile verificare dalle poltrone numerate puntualmente rimaste vuote.

Mi spiace, oggi per allora, aver dovuto deludere il presidente pro tempore, Luca Cipriano, peraltro mio ex allievo, che tante volte amichevolmente mi “richiamava” perché – diceva – snobbavo il “Gesualdo”. I motivi erano altri, ma non credo che possano interessare più di tanto ai cari lettori.
Concludo ringraziando ancora Cipriano per le attenzioni che volle concedermi e scusandomi ancora con lui se le mie assenze delusero le sue aspettative.