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Buongiorno

11.11.2017 - Buongiorno Irpinia

Dopo 37 anni dal sisma, l’Irpinia ha ancora scuole non sicure. Vergogna!

Buongiorno, Irpinia.
Non si è spenta ancora l’eco del sequestro del Liceo “Mancini” ed eccoti la notizia, riportata ieri dagli organi di informazione, di un altro blitz ordinato dalla Procura presso gli uffici della Provincia per acquisire i carteggi di altri tre istituti del capoluogo: il “De Luca”, lo “Scoca” e l’”Amatuci”.

Per tutti l’indagine è mirata a verificare la sicurezza antisismica degli edifici.
Tutto normale, almeno in apparenza. Nella sostanza è già di per sé molto anormale, ad esempio, che sul “Mancini” ci siano pareri profondamente discordanti tra il team tecnico dell’Università di Salerno, che circa sei mesi fasi si espresse per l’assoluta sicurezza di quell’immobile, e i consulenti della Procura, secondo cui l’edificio non è affatto sicuro, al punto da renderne indispensabile il sequestro preventivo.

Venerdì 17 novembre è il giorno – casuale ma non proprio di buon auspicio, in verità – fissato dal Riesame per l’udienza sul ricorso della Provincia contro il sequestro. È molto probabile che il Tribunale respingerà il ricorso: alzi la mano chi è disposto a credere che un qualsiasi giudice, sulla base di due perizie contrastanti, sarebbe disposto ad assumersi la responsabilità di riaprire una scuola frequentata da milleduecento studenti sulla quale aleggi anche il minimo dubbio di sicurezza antisismica.

Il paradosso di questa vicenda – del “Mancini” come degli altri edifici finisti sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti – è che si debbano avere dubbi sulla sicurezza antisismica delle scuole in una provincia tra le più sismiche d’Italia.
È paradossale perché i dubbi non dovrebbero essere ammessi nell’Irpinia devastata dal sisma di 37 anni fa. E perché se ci sono ancora dubbi – e la Procura deve averne non pochi – vuol dire in questi 37 anni dalla tragedia del 23 novembre ‘80 i nostri ragazzi dell’altro ieri, di ieri e di oggi sono stati ospitati in edifici scolastici non sicuri.

Ma se così stanno le cose, le due domande più semplici che possiamo farci, come si dice, nascono spontanee: nei comuni del “dubbio antisismico”, da chi mai siamo stati amministrati in questi 37 anni? E da quale razza politica?