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Buongiorno

27.03.2019 - Buongiorno Irpinia

Dunque “Controvento” ha già rotto con i De Mita. O no?

È in programma per domani la seconda assemblea del “popolo” di centrosinistra, promossa dall’Associazione culturale avellinese “Controvento”, in vista delle amministrative del 26 maggio che interesseranno anche il Comune capoluogo.

Con questo nuovo appuntamento, come hanno annunciato gli organizzatori attraverso un documento, si proverà soprattutto a sciogliere il nodo della questione programmatica, nella consapevolezza, cito testualmente, che “ogni ipotesi di progetto politico e amministrativo per la città non può non ripartire dall’individuazione dei problemi, dalla loro analisi e dalla capacità di portarli a soluzione”.

Si tratta di un percorso assolutamente condivisibile, se non altro perché introduce un metodo che oggettivamente sinora è mancato sia nell’attività della segreteria provinciale del Partito Democratico, perno del centrosinistra, sia nelle proposte operative degli altri soggetti di questo campo politico.

Tuttavia, il passaggio del documento maggiormente significativo, a mio parere, è il seguente: “La grave situazione finanziaria (del capoluogo, ndr) impone scelte drastiche, che diverse voci nell’assemblea hanno già evidenziato. Soltanto portando il luogo delle decisioni e delle scelte fuori dagli ambiti autoreferenziali del potere, soltanto smantellando la rete delle clientele e le logiche della convenienza e adoperandosi per far riacquistare davvero dignità e diritti ai cittadini, si può uscire dalla crisi e ricostruire un tessuto comunitario”.

Tutto, manco a dirlo, perfettamente sovrapponibile con ciò che Avellino e l’Irpinia chiedono. Ed è per questo che nasce spontanea e legittima una domanda: è compatibile il percorso indicato da Controvento – per dirla utilizzando un’espressione di Franco Festa – con il demitismo?

Nell’eventualità, assai probabile, che la risposta sia No, la domanda conseguenziale e scontata è: significa che Controvento è incompatibile con i De Mita e con i demitiani, Sì o No?

Sarebbe politicamente corretto rispondere in maniera chiara e netta. E tanto per evitare ambiguità che potrebbero gravemente inquinare la natura genuina dell’iniziativa Controvento.