menu

Buongiorno

14.02.2017 - Buongiorno Irpinia

Eh no, Sindaco Foti: le scuse non bastano!

“Acquaiuò, ll’acqua comm’è?”. “E’ fresca!”.
Il sindaco Paolo Foti ha fatto bene a chiedere scusa, a nome degli avellinesi, per la vile aggressione ai dirigenti del Verona, sabato scorso, davanti allo stadio Partenio prima della partita di calcio. Ma è troppo semplice e troppo scontato censurare il gesto di pochi tifosi teppisti – e ci mancherebbe! – e menare il can per l’aia circa le responsabilità dei vigili urbani che hanno visto cosa stava accadendo – secondo la versione di Luca Toni – e hanno girato lo sguardo dall’altra parte.
Il sindaco ha detto, infatti, che verificherà cosa sia realmente accaduto. Subito aggiungendo, però, che da quanto gli ha riferito il comandante della Polizia Municipale, Michele Arvonio, ha dedotto che le cose sono andate in maniera diversa da quella resa dall’ex calciatore della nazionale italiana e campione del mondo nel 2006.

“Acquaiuò, ll’acqua comm’è?”. E’ certamente autorevole il parere del colonnello Arvonio, ovvero dell’acquaiolo nella metafora. Ma, vivaddio, c’è un dettaglio tutt’altro che marginale in questa vicenda: mentre il comandante della Polizia Municipale ha raccolto la versione dei suoi uomini, che avevano ed hanno tutto l’interesse a negare, Luca Toni è un testimone oculare dell’accaduto, addirittura vittima. Nell’auto presa a calci dai tifosi teppisti con violenza inaudita, tanto da mandarne in frantumi i vetri, c’era infatti anche l’ex calciatore e attuale dirigente del Verona. Non è, dunque, la parola di Arvonio contro quella di Toni: il primo fornisce una verità di seconda mano, senza nemmeno dubitare del racconto dei suoi vigili; l’altro riferisce ciò che ha visto. E, oggettivamente, non si capisce perché mai Luca Toni avrebbe dovuto inventarsi la storia dei vigili che “si sono girati dall’altra parte” mentre i tifosi teppisti agivano.
No, Signor Sindaco Foti, così non va! Lei fa bene a lamentare che “questo vergognoso episodio di intolleranza sporca l’immagine di una città civile”. Ma dimostriamo di avere, in questa città, anche istituzioni civili e al di sopra di ogni sospetto. Se Lei continuerà a rivolgersi soltanto all’acquaiuolo di turno, difficilmente saprà se l’acqua è veramente fresca o no. Nel qual caso non ci sorprenderemmo che ancora una volta – a parte l’acqua e gli acquaiuoli – tutto, ma proprio tutto, in questa città, debba finire a tarallucci e vino.

P.S.: Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, che è un vero sindaco, per di più con gli attributi, ha chiesto che si faccia piena luce sulla vicenda con l’identificazione dei vigili urbani presenti sul luogo dell’aggressione e con gli atti disciplinari che ne conseguono. Un consiglio al sindaco di Avellino: si muova in anticipo per evitare alle istituzioni cittadine un’altra pessima figura. Bastano e avanzano i panni sporchi che quotidianamente ci laviamo “in famiglia”.