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Buongiorno

25.04.2019 - Buongiorno Irpinia

Elezioni Avellino, de Concillis: «Serve un centrodestra a trazione leghista»

Rilancio volentieri, nello spazio del Buongiorno di oggi, la replica di Ettore de Concillis al mio commento di ieri apparso sotto il titolo "Le elezioni comunali di Avellino e il centrodestra miope e sprecone".

Direttore carissimo, le propongo un altro punto di vista:
La divisione del centrosinistra, paradossalmente, non è un vantaggio per il centrodestra: il centrosinistra è un’area politica che solo un anno fa ha superato il 50% con le sue liste. Aggiungere ad essa la forza elettorale di Luca Cipriano comporta una "base di partenza" teorica di oltre il 60%.

Ammettendo pure che il Pd sia in crisi, come tutte le elezioni successive al 4 marzo 2018 lasciano intendere (e sperare!), siamo sempre su numeri esorbitanti, quasi bulgari.

La "divisione" di questo blocco può, paradossalmente, dicevo, essere un problema per il centrodestra: ne possono venire fuori due coalizioni sul 25%, che si potrebbero giocare, entrambe, la partita del secondo turno, lasciando fuori tanto il M5S che il centrodestra. Sarebbe potuto succedere, in linea teorica, anche l’anno scorso, ben può succedere quest’anno, visto che anche Cipriano (da Mai Più a Mai dire Mai) ha scelto di correre da quella parte.

Detto questo, ha ragione lei, l’unica speranza per il centrodestra di giocarsi la partita è cercare e praticare non solo la unità delle forze politiche, ma allargare anche a civiche, realtà associative, mondi rappresentativi di segmenti produttivi e professionali, nonché approntare liste che sappiano rappresentare generazioni, periferie, contesti plurali.

Se tutto questo è vero, come è vero, è però altrettanto vero, in quanto incontrovertibile, che senza la Lega oggi è impensabile neanche ipotizzare astrattamente un centrodestra competitivo.

Mettere sullo stesso teorico piano di irremovibilità Morano e Sibilia è troppo semplicistico: uno rappresenta il primo Partito d’Italia e forza di governo, l’altro una realtà politica in oggettivo affanno sul piano nazionale e guidata da un leader sul quale, oggettivamente, nessuno può più fare progetti di lungo periodo. Sono argomentazioni da tener presente, anche per la concomitanza del voto europeo che, come è prevedibile, comporterà un trascinamento di voto di opinione anche alle comunali, almeno per un terzo degli elettori...

Ma c’è un altro elemento da tenere in considerazione.

D’Agostino e Preziosi afferiscono a modelli diversi. La prima è il frutto di una proposta che include nel perimetro della politica una aggregazione di imprenditori e professionisti sulla quale la Lega, con generosità e strategia, ha inteso convergere, il secondo è un operatore della politica politicata, alla sua auspicata 3° candidatura. Con tutto il rispetto, meritatissimo, che va tributato a Dino Preziosi per solerzia e dedizione in aula, occorre comunque metabolizzare che i tempi sono oggettivamente cambiati, e che non si può essere uomini per tutte le stagioni, specie in epoche di grandi trasformazioni.

In conclusione, un centrodestra allargato, come ci stiamo abituando a dire a "trazione leghista", è la sola chances di cambiamento di questa città. E i protagonisti politici di questa parte dovrebbero avvertire la responsabilità di capirlo.