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Buongiorno

08.04.2019 - Buongiorno Irpinia

Elezioni comunali e dintorni: come appurare chi è onesto e chi (forse) no

Il 26 maggio, assieme alle elezioni europee, si rinnoveranno le amministrazioni di 46 comuni irpini, tra i quali il capoluogo. Le cronache della lunga vigilia restituiscono il rituale di sempre: poca politica, che possa considerarsi veramente tale, mentre abbondano le guerre sotto i campanili. Da Avellino ai più piccoli centri, le elezioni comunali vengono generalmente vissute all’insegna del localismo esasperato: le ragioni dell’interesse collettivo spesso sono sacrificate sull’altare, tutt’altro che sacro, delle dispute strapaesane, vecchi e nuovi rancori compresi.

In ogni comune, da sempre in verità, aleggia sulla competizione elettorale il sospetto che a spingere le persone a candidarsi non sia l’amore per la propria comunità ma l’interesse “particulare”. È mia opinione che la generalizzazione faccia un torto gratuito alla verità. Resto convinto che la stragrande maggioranza di chi offre il proprio impegno per amministrare il bene comune sia spinta da sentimenti nobili. Tuttavia, non si può sottovalutare la verità che in non pochi casi ci restituiscono le cronache giudiziarie. Dove cresce l’erba non manca mai quella cattiva.

L’importante, però, è distinguere l’illazione dai comportamenti illeciti. Si fa presto a dire: “Quell’amministratore ruba, quel dirigente è corrotto”. La nostra Giustizia è lenta e non sempre è infallibile. Non pare, però, stando almeno alla casistica delle sentenze passate in giudicato, che questa nostra provincia sia invasa da amministratori e burocrati “mariuoli”.

A prescindere dal corso della Giustizia, cosa può fare il cittadino-elettore per esprimere il consenso a questo o a quel candidato liberando la coscienza dal peso del sospetto? Io credo che un buon metodo, ancorché individuale e comunque soggetto ad ampi margini di errore, sia quello di misurare la corrispondenza o meno del tenore di vita a ciò che ufficialmente un candidato guadagna.

È vero che i candidati sospetti possono pur sempre ricorrere all’alibi del marito o della moglie ereditiera, epperò le bugie hanno le gambe corte: prima o poi s’inciampa.

Tuttavia, la strada più corretta sarebbe che fossero spontaneamente i candidati a fornire spiegazioni sul loro tenore di vita. Naturalmente avendo cura di dimostrare ciò che dicono “per alligata et probata”.