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Buongiorno

02.03.2018 - Buongiorno Italia

Elezioni: è proprio vero, l’Italia ha bisogno di un po’ di silenzio

Buongiorno, Italia.
L’inserto “7” del Corriere della Sera di ieri reca in copertina una foto famosa quanto eloquente di Stanlio e Ollio che invitano al silenzio con il dito indice sulle labbra semichiuse. Il titolo è un interrogativo: “Perché adesso non stiamo tutti zitti?”. E la risposta è nel sommario: “Una campagna elettorale caotica e deludente. Proposte urlate e irrealizzabili. Discussioni astiose e sleali. Forse l’Italia ha bisogno di un po’ di silenzio”.

La storia di copertina è firmata da Nicola Gardini. È un’analisi impietosa, e condivisibile, d’una delle peggiori campagne elettorali che si ricordino. Tanto brutta che convengono sul giudizio perfino i suoi protagonisti: da quelli di prima fila nazionale agli altri di seconda e terza fila di periferia.

Ma attenzione: in questa “ammuina” - ed è una mia opinione - non sono coinvolti soltanto candidati e segretari di tutti i partiti e movimenti politici. C’è un protagonismo sottile, solo apparentemente alto e nobile, ma di fatto variamente “particulare”, che è perfino più “rumoroso” di quello degli attori principali e ufficiali. Manco a dirlo, tutto intero al Pd.

Cito ancora dal Corriere della Sera (quotidiano) di ieri, che ha riassunto gli endorsement formalmente a sostegno di Paolo Gentiloni, ma sostanzialmente contro Matteo Renzi di alcuni protagonisti “esterni” dell’attuale fase politica. Eccoli.
Romano Prodi (18 febbraio): “Gentiloni è la serietà al governo, lavora bene in un momento difficile”.

Giorgio Napolitano (21 febbraio): “Gentiloni è divenuto il punto essenziale di riferimento per il futuro prossimo, e non solo nel breve termine, della governabilità e della stabilità politica”.

Carlo Calenda (ancora il 21 febbraio): “Ha ragione Napolitano, Gentiloni è la persona giusta per l’Italia”.

Enrico Letta: “Se penso all’Italia e all’Europa voglio augurarmi che Paolo Gentiloni ne esca rafforzato con la coalizione”.

Come si vede, tutti soggetti politici “disinteressati”, che di Matteo Renzi, compreso Letta, in altri tempi avevano detto le stesse cose che oggi dicono di Gentiloni.

Proprio vero: forse l’Italia ha bisogno di un po’ di silenzio.