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Buongiorno

23.02.2018 - Buongiorno Irpinia

Elezioni: le penose miopie dei candidati su Valle Ufita

Buongiorno, Irpinia.
Breve nota sull’agenda elettorale nel collegio di Ariano Irpino.

È vero che quando mancano dieci giorni alle elezioni può anche essere consentito ai candidati, specie a quelli che hanno tutt’altro che la vittoria in pugno, di dire qualche bugia in più. Ma che almeno lo facessero con un pizzico di garbo. Insomma, ditela pure la stronzata, però senza esagerare.

Prendete l’inedita coppia Luigi Famiglietti-Giuseppe De Mita. Inedita, non è superfluo spiegarlo, perché fino all’altro ieri – perdonate l’irriverente paragone – filavano insieme come potrebbero filare, se redivivi, Pertini e Mussolini.

Ebbene, l’altro giorno ad Ariano hanno duettato in perfetta sintonia sullo spartito della condizione del processo di sviluppo in Valle Ufita. Ed hanno convenuto che qui sono stati ottenuti ottimi risultati.

La domanda, come si dice, nasce spontanea: quali risultati? Stiamo forse ancora a parlare della Stazione Hirpinia dell’Alta Capacità che vedrà la luce tra una decina d’anni ed il cui merito non può essere di certo ascritto ai nostri due eroi ma, tutt’al più, al Sottosegretario Umberto Del Basso de Caro? O parliamo dell’eterna incompiuta Lioni-Grottaminarda che stiamo aspettando da decenni e che (forse) sarà completata tra cinque anni?

L’unica questione seria ed attualissima di cui i due parlamentari dovrebbero, invece, dar conto è il caso di “Industria Italiana Autobus”. Sono cinque anni, esattamente dall’inizio di questa legislatura, che si discute di ciò che è rimasto dell’ex Irisbus. Fin dall’inizio s’era capito che la soluzione Del Rosso, per quanto volenteroso fosse apparso ed ancora oggi appare il manager, era ed è rimasta molto debole. Nascondersi e nascondere la verità ai dipendenti è stata una operazione politica miope e dannosa.

E c’è un’aggravante di cui nessuno parla. Pur di togliersi il peso dell’ex Irisbus e non dispiacere al governo, la Fiat ha ceduto quello stabilimento a costo zero. Può darsi che tanto effettivamente valesse quel capannone. Ma la Fiat ha ceduto, a titolo gratuito, anche oltre un milione di metri quadri di suolo infrastrutturato, che vale una fortuna. Sicché, detto in soldoni, ci ritroviamo da quelle parti con un’area Asi che vale una fortuna ma ormai di proprietà di una “Industria Italiana Autobus” che non decolla. Come a dire che abbiamo perso la fabbrica di bus, il capitale e gli interessi.