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Buongiorno

20.03.2018 - Buongiorno Irpinia

Eudem lascia il Pd. Che brutto errore!

Buongiorno, Irpinia.
Senza sorprendermi più di tanto ma – confesso - con un po’ di dispiacere, ho appreso dai quotidiani locali di ieri che Maria Rusolo, Giovanni Bove e Gaetano Alvino, rappresentanti del movimento Eudem, costola del Pd, hanno detto addio al partito.

Le motivazioni sono riassunte in un comunicato. Il cui senso è il seguente: abbiamo elemosinato l’ascolto, ma non c’è stato niente da fare; abbiamo dovuto prendere atto che non si può cambiare l’immodificabile.

Mi è capitato, tempo fa, di “ascoltare” la Rusolo e Bove. Ne ho tratto un’impressione molto positiva. Le ho trovate persone gradevoli, preparate, perbene. Hanno passione per la politica. Alla politica non hanno chiesto incarichi e prebende. Dalla politica non hanno ricevuto niente. Proprio perché, evidentemente, niente volevano.

O meglio, una cosa l’avevano chiesta al loro partito, al Pd: volevano essere ascoltati, “confrontarsi”, come usa dire. Niente da fare. Nei loro confronti c’è sempre stata una chiusura netta, pregiudiziale, direi ottusa. Erano considerati “eretici”. Semplicemente perché si ispiravano e continuavano a credere nei valori fondanti e nelle regole istitutive del Pd. Semplicemente perché del Pd avevano, com’era normale, una concezione ideale.

Ecco perché, dicevo, non mi sono sorpreso del loro abbandono. Che è un abbandono civile, prima che politico: un abbandono che reca su di sé le stimmate dell’amore per la politica. Tutto qui.
Maria Rusolo e Bove non raccontano cialtronerie (non cito Alvino perché non lo conosco, non ci ho mai parlato). E non si atteggiano a vittime. Sono stato testimone diretto di un episodio, peraltro recente, di volgare boicottaggio di una loro iniziativa politica da parte dei “signori delle tessere” del Pd. Quando si arriva ad utilizzare certi metodi, appare del tutto evidente che vengono a mancare le condizioni minime di agibilità in un partito.

Non sono sorpreso, dunque, ma dispiaciuto certamente sì. Dispiaciuto perché se il Pd viene abbandonato anche da chi può rappresentare una speranza di rifondazione, di ritorno alla sua originaria ispirazione, di riscoperta e rilancio della questione morale: d’un partito, cioè, capace di stare in sintonia con il sentimento del “popolo”, Maria Rusolo, Giovanni Bove e tanti altri come loro non avranno fatto altro che rendere un pessimo servigio alla politica ed un colossale favore a chi vuole che il Pd continui ad essere, finché non scompare, il partito dei signori delle tessere, dei cacicchi, dei grandi e piccoli ras e della vecchia politica in cui è stato ridotto da Matteo Renzi e dal suo giglio magico.

Il silenzio assordante sullo strappo Eudem da parte del commissario della federazione, David Ermini, e dei vari riferimenti correntizi del Pd irpino, nessuno escluso, la dice tutta sul “piacere” registrato in questi ambienti alla notizia che altri “rompipalle” se ne siano andati. Ecco perché – cara Maria e caro Giovanni – a mio avviso avete commesso un imperdonabile errore. Ecco perché il vostro gesto, lasciatevelo dire, mi ha profondamente deluso.