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Buongiorno

21.05.2017 - Buongiorno Italia

Facce toste della politica. “Un Rolex in regalo? E che c’è di male?”

Buongiorno, Italia. Parafrasando il Sommo Poeta si potrebbe dire: “Galeotto fu l’emendamento e chi lo scrisse”.
Qui non c’entrano amore e passione, non c’è un Paolo e non c’è una Francesca. Ma c’è l’Inferno politico scatenato da una storia di ordinaria ingordigia.
C’è la Sottosegretaria al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, l’alfaniana e siciliana Simona Vicari, indagata per concorso in corruzione. C’è un armatore napoletano, Ettore Morace, finito in carcere con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta siciliana sui contributi regionali al settore marittimo. Vicende diverse che si intrecciano e che portano in primo piano sulla scena i protagonisti testé nominati.
Stralciamo dalle cronache l’aspetto che ci interessa.
Porta la firma della Sottosegretaria Vicari un emendamento che fa scendere dal 10 al 4 per cento l’Iva per alcune voci del settore marittimo. Il provvedimento favorisce tutta una categoria, della quale fa parte anche l’armatore Morace. E’ decisamente azzardato parlare di provvedimento “ad personam”. Ma c’è un legittimo però, anzi ce ne sono due. Il primo è che la Sottosegretaria – la quale molto opportunamente si è dimessa – lo scorso Natale ha ricevuto in dono da Morace un Rolex da 5.800 euro. Il secondo è che un fratellastro della Sottosegretaria, laureato in legge, ha recentemente ottenuto un contratto a tempo determinato presso l’azienda di Morace.
La Vicari ha spiegato le due circostanze nel modo che segue. “Ho ricevuto il regalo ed ho ringraziato. Cosa c’è di strano? Ci sono ministri che hanno preso non uno ma tre Rolex e sono in carica”. E sul fratellastro contrattualizzato dall’armatore: “Non l’ho chiesto io quel posto. Morace cercava qualcuno…”.
Lasciamo doverosamente alla magistratura il compito di verificare la rilevanza penale dei fatti.
In questa sede la domanda è un’altra: non ce n’è abbastanza, viste le cose già emerse e confermate dalla stessa Sottosegretaria, per un giudizio inappellabile di indegnità morale nei confronti della politica e della comunità italiana?
Gira e rigira, il punto è sempre quello: la contrapposizione stucchevole tra innocentisti e colpevolisti sui comportamenti in politica è diventata un alibi per non affrontare il vero nodo del problema, che è – appunto – la questione morale della politica. Il comportamento di una qualsiasi persona che riveste cariche pubbliche non deve necessariamente avere rilevanza penale per essere qualificato indegno. Non è sempre dimostrabile, ad esempio, che il clientelismo sia penalmente punibile. Ma è o non è un sistema di comportamenti tanto indegno da offendere la morale comune? Ed è o non è il virus che – minando la coscienza collettiva – abbassa le difese immunitarie del tessuto sociale contro le pratiche e le tentazioni corruttive?
Al pari di tanta gente dello stesso stile morale che ci ritroviamo in Parlamento, nei governi e consigli regionali, provinciali e comunali e nelle società partecipate, molto angelicamente la Sottosegretaria Vicari ci racconta e vorrebbe persuaderci che non ci sia niente di male ad accettare un Rolex a Natale, ed un posto in azienda per il fratellastro, da un armatore o da un pinco pallino qualsiasi che è stato comunque beneficiato, così per caso, da un emendamento scritto proprio dalla Sottosegretaria.
Di male c’è la faccia tosta di tutta questa gente che continua a stare sulla scena politica. E di peggio c’è soltanto la faccia ancora più tosta di chi – i capipartito – consente a questa gente di starci.