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Buongiorno

06.06.2018 - Buongiorno Irpinia

Fca, IIA, Alta Capacità e Lioni-Grotta: cosa ne pensa Di Maio?

Buongiorno, Irpinia.
C’è grande attesa anche in Irpinia, e non poteva essere diversamente, per vedere all’opera il “Governo del Cambiamento” promesso dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega.
Da noi i problemi non mancano. Anzi, a volerla dire tutta, ne siamo immersi fino al collo. E invero è diventato stucchevole ricordare che abbiamo la disoccupazione giovanile più alta e il Pil più basso d’Italia.

Certo, sarebbe una provocazione demagogica quanto stupida chiedere che il governo appena nato si armi di bacchetta magica e cambi tutto qui e subito. Le vere rivoluzioni richiedono tempo, specie quando la loro missione ambisce a produrre un mutamento di cultura, di mentalità nel modo d’essere e di agire stando al governo, oltre che nel modo di porsi nei confronti dei cittadini.

Ma guardiamo ai piccoli, grandi problemi di casa nostra. Che appaiono piccoli rispetto alle enormi questioni del Paese, epperò sono grandi, anzi grandissimi se inquadrati nella dimensione della provincia irpina.

Venerdì il Vice Premier Luigi Di Maio sarà ad Avellino per la chiusura della campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco dei Cinque Stelle, Vincenzo Ciampi. È una buona occasione perché qualcuno – immagino i parlamentari irpini del Movimento – gli consiglino, al di là della cornice politica generale, di dire qualcosa su un paio di questioni provinciali.

La prima e la più grande: Fca di Pratola. Oltre ad essere di Pomigliano, e dunque ad avere – per così dire – familiarità con il colosso internazionale ex Fiat, Di Maio ministro, anzi Superministro, del Lavoro e dello Sviluppo Economico: rispetto a questo problema, dunque, ha addirittura una doppia competenza diretta. La domanda è secca: si può stare tranquilli per lo stabilimento di Pratola in vista dello stop al Diesel deciso da Marchionne?

La seconda, non certo marginale, è la Industria Italiana Autobus di Valle Ufita. Ormai non pare possano esserci dubbi residui sul “gran papocchio” avventuristico di quest’azienda avallato dall’ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (poi ministro) Claudio De Vincenti. Manco a dirlo, nella storia dello stabilimento di Flumeri, una volta glorioso, c’è stata Mamma Fiat. I fatti sono noti, inutile ripeterceli in casa. Anche qui la domanda è secca: che si fa? Si continua ad inseguire Del Rosso o si chiarisce una volta per tutte (con Del Rosso) che è tempo di uscire dagli equivoci?

Terzo e quarto (ed ultimi per ora) grandi problemi: le infrastrutture viarie e ferroviarie in cantiere o prossime ad esserlo. La Lioni-Grottaminarda ha bisogno di due certezze: finanziamenti residui e sostegno al commissario ad acta affinché possa svolgere il suo lavoro con la serenità che serve.

E poi c’è l’Alta Capacità Napoli-Bari. Qui il governo di centrosinistra ha fatto cose molto buone. Si continuerà cercando perfino di migliorare, compito invero non facile? E con la Stazione Hirpinia, stiamo tranquilli o si vogliono mettere in discussione scelte coraggiose e utili già fatte?

È chiaro che di questioni aperte ce ne sono tante altre. Il “saggio” proposto, evidentemente, serve soltanto a tentare di capire (se Di Maio ne parlerà) che aria tira.